Si allarga l’inchiesta sul caso Covid e sui morti nella provincia di Bergamo della Procura che nei giorni scorsi ha inviato avvisi di garanzia a politici e medici dell‘Istituto Superiore di Sanità. Mentre la Procura ha aperto un fascicolo sulla fuga di notizie, il deputato di Azione-Italia Viva Enrico Costa ha annunciato – come riporta l’agenzia Agi – la presentazione di un’interrogazione al ministro della Giustizia Carlo Nordio sull’operato del procuratore Antonio Chiappani. Tra gli indagati, l’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte, l’ex ministro della Salute Roberto Speranza, il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro, il presidente del Consiglio Superiore della Sanità Franco Locatelli, il governatore della Lombardia Attilio Fontana e l’ex assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera.

La Procura di Bergamo – si legge nella nota pubblicata dall’Agenzia Giornalistica Italia – indaga sulla fuga di notizie relativa alla chiusura dell’inchiesta sulla gestione del Covid nella prima fase della pandemia che vede indagati, tra gli altri, l’ex premier Giuseppe Conte, l’ex ministro della Salute Roberto Speranza e il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana. I legali di alcuni indagati e lo stesso Fontana (“E’ una vergogna, non ho visto le carte e l’ho appreso dai giornali”) hanno lamentato di aver ricevuto la notifica dell’avviso di chiusura dopo la pubblicazione su media dei nomi delle persone a cui era destinato l’atto.
«Basta interviste a destra e sinistra su un procedimento pendente da parte del procuratore di Bergamo e del suo consulente oggi senatore – ha detto Enrico Costa, deputato di Azione-Italia Viva e presidente della Giunta per le Autorizzazioni -. La legge consente che il procuratore capo faccia un comunicato stampa e, se disposta con atto motivato, una conferenza stampa. Non interviste a trasmissioni televisive, radiofoniche o sui giornali. Su questo presenterò un’interrogazione al Ministro Nordio. I magistrati facciano seriamente le indagini e parlino attraverso gli atti giudiziari (evitando che vengano pubblicati alla lettera prima che i destinatari li abbiano letti) e si astengano dal marketing giudiziario. I processi si fanno nei tribunali, non sui media. Quanto alla fuga di notizie, dovrebbe indagare una procura diversa da quella di Bergamo».


