‘Per capire, rompere il silenzio, vincere la paura’: è stata un successo l’iniziativa del Gruppo Lombardo Giornalisti Pensionati (Glgp) al GinRosa di Milano sabato 25 novembre 2023, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. L’iniziativa era patrocinata da Fnsi (Federazione nazionale stampa italiana) e da Ungp (Unione nazionale giornalisti pensionati). Ad introdurre l’incontro è stata Simona Coppa, presidente del Glgp, che ha presentato e intervistato Lella Ravasi Bellocchio, analista, scrittrice e saggista che da sempre si occupa di dinamiche familiari, di coppia e di genere. Con una sensibilità particolare verso le donne e i bambini.

“Cosa possiamo fare per contrastare un mostro, il Femminicidio?”, ha chiesto Simona Coppa. “Occorre riprendere contatto con noi stessi, con quello che siamo. Ritrovare la gentilezza e la bellezza, in noi e negli altri. Sembra un’utopia ma insieme ce la possiamo fare. Oltre il covid e oltre le guerre”, questa la sintesi delle risposte di Lella Ravasi Bellocchio. All’incontro era presente anche Giovanni Negri, coordinatore nazionale degli Enti di categoria dei giornalisti, e sono intervenuti diversi colleghi impegnati nel nostro sindacato. Guido Besana, segretario dell’Associazione lombarda giornalisti, ha messo in rilievo la responsabilità sociale dei media nel raccontare le storie di Femminicidio. Un concetto ripreso da Edmondo Rho, consigliere Fnsi e Glgp, che ha fatto un excursus storico ricordando: “fino al 1981 era previsto il ‘delitto d’onore’ nell’ordinamento giuridico italiano”.

È poi intervenuto Domenico Affinito, segretario vicario della Fnsi, che ha parlato dell’importanza delle parole come veicolo di valori e ha ricordato come “spesso la parità di genere sia negata anche nella vita quotidiana delle redazioni, dove le colleghe non hanno le stesse opportunità e gli stessi stipendi dei colleghi”. L’incontro è stato concluso da Antonello Capone, vicepresidente dell’Ungp, che ha portato il saluto del presidente Paolo Serventi Longhi.
“Il dovere di cronaca impone di pubblicare video e racconti dell’arrivo di Filippo dalla Germania, in aereo dello Stato tutto per lui, ma da qualche parte bisogna chiarire che l’esempio non è lui anche se si guadagna la prima pagina” ha osservato Capone, ricordando anche che ci sono state due aggressioni di questi giorni con la frase: “Faccio come Filippo e ti riduco come Giulia”. “Episodi – ha concluso Capone – che “purtroppo fanno pensare che la distinzione tra male e bene dev’essere ancora più marcata. E la stampa può contribuire: sempre, non solo oggi che c’è un caso eclatante”.


