Nella foto Ugo Savoia
Nei giorni scorsi al Libraccio di viale Vittorio Veneto a Milano è stato presentato ‘Bombe su Milano’, il nuovo libro, edito da Castelvecchi, di Ugo Savoia, giornalista professionista iscritto all’Odg Lombardia, già capocronista del Corriere della Sera e direttore, sin dall’uscita, dell’edizione Corriere del Veneto.

L’evento ha registrato un’importante presenza, anche di giornalisti, tra cui il collega Antonio Bozzo, già firma del Corriere della Sera e caporedattore del settimanale ‘Sette’, nonché attuale collaboratore del ‘Giornale’. Antonio Bozzo su Facebook ha condiviso un resoconto: “Il volume, scritto quale reportage sul campo da Savoia, cronista di vaglia, per il Corriere della Sera e altre testate, è utile come documentazione e monito – ha scritto -. In sala, tra i volumi, c’erano testimoni che hanno raccontato ancora una volta, e vanno ringraziati, quel giorni e quei mesi in cui dal cielo cadevano la morte, il fuoco, la paura, l’orrore. Vicino a me c’era una signora di quasi 105 anni (avete letto bene), quell’ottobre giovane telegrafista. Lucida, in sostanza ancora giovane, ha ripercorso quei momenti: il tram, le macerie, il rifugio. E altri, tutti verso e oltre i 90 anni, hanno fatto lo stesso. Perchè ricordare è necessario e la pace non è mai sicura”.

“Le bombe furono fatte esplodere sulla città dall’aviazione britannica il 24 ottobre 1942, alle 17.57: ottant’anni dopo se ne è parlato, per ricordare gli orrori della guerra in casa e meditare sul conflitto attuale, in Ucraina – ha aggiunto Antonio Bozzo -. A Milano i morti civili durante i bombardamenti nella seconda guerra mondiale sono stati circa 2000, intorno ai 200 solo quel 24 ottobre. Due anni dopo, il 20 ottobre 1944, bombardieri, stavolta americani, sganciarono 800 tonnellate di bombe su Gorla e Precotto (l’obiettivo, fallito, era la Breda di Sesto San Giovanni).

Persero la vita oltre 600 cittadini, tra i quali 184 bambini della scuola elementare di Gorla, 19 docenti, la direttrice e 5 del personale scolastico. Una terribile strage, un effetto collaterale spaventoso che resta ancora una ferita aperta nel corpo e nella memoria di una città; Milano, per inciso, che aveva superato il milione di abitanti nel 1932 ed era centro pulsante dell’industria bellica, è stata la città più bombardata tra quelle italiane. Le bombe – bombe al fosforo, come quelle più tardi usate in Vietnam – cambiarono il volto alla metropoli, distruggendo, oltre che vite, piazze, strade e monumenti (per esempio la Scala e la Galleria)”.


