Il cambio improvviso del direttore e quella rottura con il passato: i giornalisti dell’Espresso spiegano i motivi dell’ultimo sciopero. Le acque restano agitate

Con un comunicato il Cdr dell’Espresso spiega i motivi che hanno portato i giornalisti della redazione a scioperare, non consentendo l’uscita in edicola del periodico il 24 dicembre 2022 Come è noto, la decisione del nuovo editore, Danilo Iervolino, di sostituire il direttore Lirio Abbate con Alessandro Rossi non è stata ben accolta dalle parti di via Nervesa. Viene in particolare criticata la tempistica della scelta che arriva – come sottolinea il Cdr – “in un momento delicatissimo che il giornale sta attraversando”. Alla normale programmazione complicata dei numeri di fine anno, si aggiungono infatti i preparativi per il lancio del ‘nuovo Espresso’, previsto per il 15 gennaio. I giornalisti, dunque, ritenendo la sostituzione di Abbate come una rottura con il passato, mantengono lo stato di agitazione.

Scrive il Cdr:

Lirio Abbate

La settimana scorsa, come avrete notato, L’Espresso non era in edicola. Bloccato da uno sciopero che la redazione ha indetto per dare ai lettori e all’editore un messaggio di grande preoccupazione. La sostituzione del direttore Lirio Abbate con Alessandro Rossi è stata improvvisa e inattesa, visto il momento delicatissimo che il giornale sta attraversando. Alla normale programmazione complicata dei numeri di fine anno si aggiungono i preparativi per il lancio del “nuovo Espresso”, previsto per il 15 gennaio. Un giornale rinnovato nella forma e nei contenuti che è destinato a diventare il pilastro di un progetto multimediale annunciato da Danilo Iervolino, il proprietario della società L’Espresso Media che da luglio 2022 edita il nostro giornale.

Danilo Iervolino

Essere al centro di un progetto multimediale di grande ambizione, in un momento in cui la carta stampata è in difficoltà in tutto il mondo, non può che far piacere, ma è un obiettivo che bisogna perseguire con rispetto della storia de L’Espresso. In questa fase di cambiamenti, la sostituzione di Abbate è stata vista come una rottura col passato. È essenziale che il nostro giornale mantenga un’identità diversa dalle altre testate del gruppo, a partire da Forbes Italia, di cui il nuovo direttore de L’Espresso è e resterà responsabile. L’Espresso è un giornale fatto di inchieste scomode, di politica militante, di cultura d’avanguardia che i lettori sanno di poter trovare nelle nostre pagine molto più che altrove. Per questo noi giornalisti abbiamo deciso di mantenere lo stato di agitazione e il Comitato di redazione ha a disposizione ancora un pacchetto di giorni di sciopero.

Alessandro Rossi

La redazione ha accolto Rossi con spirito costruttivo e ha iniziato a lavorare con lui con le migliori intenzioni, ma rimane estremamente preoccupata per un giornale che ha un’identità unica e fondamentale per l’offerta informativa del nostro Paese. Noi tutti vigileremo e saremo intransigenti sulla qualità dell’informazione: faremo fino in fondo il nostro dovere di giornalisti.