La città di Firenze rende omaggio allo scultore inglese Henry Moore, a cinquant’anni di distanza dalla memorabile mostra al Forte Belvedere del 1972, con un progetto realizzato grazie alla rinnovata collaborazione con la Fondazione che porta il suo nome e la Biennale Internazionale dell’Antiquariato. In particolare due opere – Family Group e Large Interior Form – saranno esposte fino al 31 marzo 2023 in due luoghi simbolo della città: piazza della Signoria e Sagrato dell’Abbazia di San Miniato al Monte. Nei giorni scorsi ha visitato l’esposizione la giornalista professionista Fiorella Minervino, iscritta all’Odg Lombardia, già redattrice delle pagine della cultura del Corriere della Sera, che su Facebook ha condiviso un resoconto. Lo pubblichiamo integralmente.
Qualche gioiello a Firenze per Artweek, le due sculture di Henry Moore ( fino al 31 marzo) omaggio per i 50 anni dall’indimenticabile mostra al Forte Belvedere nel 1972, l’una una figura umana di pieni e vuoti in Piazza della Signoria, l’altra nel punto più alto di Firenze a San Miniato al Monte, meraviglia romanica, qui il gruppo familiare. Dentro Palazzo Vecchio nella Sala d’arme si accendono le pareti con 104 foto ritrovate dai visitatori di 50 anni fa., sposi, bambini nascosti dentro le sculture, ragazzi con jeans a zampa d’elefante, ragazze in minigonna (dura solo fino al 3 ottobre,) il progetto Moore si deve a Sergio Risaliti direttore del museo del Novecento con la Fondazione Henry Moore.

Dentro il Museo la bella ampia personale di Tony Cregg le sue speciali sculture antiche e avveniristiche, sembrano muoversi. Poi al Palazzo Strozzi le incantevoli mirabilia luminose di Olaf Eliasson, sfere magie caleidoscopio di colori. Vale un viaggio questa Firenze esplosa nell’arte


