Giornalisti dell’agenzia di stampa Dire in stato di agitazione. A proclamarlo sono stati i lavoratori che si sono riunti oggi, mercoledì 7 dicembre 2022, in un’assemblea congiunta tra personale grafico e giornalistico. I colleghi si schierano contro la decisione dell’editore, Stefano Valore, di interrompere il percorso di ammortizzatori sociali, già in corso da molti mesi, e di procedere con un piano di esuberi pari a circa il 30 per cento della forza lavoro.
«L’assemblea – si legge in una nota – considera l’azione dell’editore un grave strappo della volontà di collaborazione e ricorda che l’attuale situazione finanziaria aziendale, addebitabile in gran parte alla catena di errori e di illeciti della precedente proprietà contestati dall’autorità giudiziaria, non può ricadere sulle spalle dei lavoratori».
L’assemblea dei giornalisti dell’agenzia Dire ha deliberato inoltre «la propria disponibilità a concorrere ulteriormente alle misure per la tutela dei livelli occupazionali dell’azienda, nello spirito anche del più recente contratto di solidarietà sottoscritto a luglio» e ha affidato al comitato di redazione e alle rappresentanze sindacali aziendali dei grafici un pacchetto di 5 giorni di sciopero da svolgere nel caso in cui non si riescano a trovare misure alternative agli esuberi prospettate dall’azienda.
Contestualmente i giornalisti hanno dato mandato al Cdr e alle Rsa di avviare tutte le interlocuzioni necessarie con la presidenza del Consiglio dei ministri per chiedere di definire nei tempi più brevi possibili la riforma dei criteri per l’assegnazione delle convenzioni con le agenzie di stampa, «considerato – spiegano – che da troppi mesi il precedente bando prosegue in regime di proroga, contribuendo a generare incertezza sul futuro dell’informazione primaria».


