Lunedì 27 giugno alle ore 18.30, presso il Satyrus Temporary Bar di viale Belle Arti 131 a Roma, il giornalista e scrittore Maurizio Ruggeri presenterà il suo nuovo libro “L’ultimo testimone”, edito da Minerva. Maurizio Ruggeri durante la sua carriera giornalistica ha lavorato per Reporter, Paese sera, Il Manifesto, Il Giornale. Poi è approdato alla redazione sportiva del Giornale Radio Rai, per la cui testata dal 1999 conduce la trasmissione Zona Cesarini. Le prefazioni del libro sono a cura di Andrea Buongiovanni, firma della Gazzetta dello Sport, e di Giovanni Malagò, presidente del Coni. Le fotografie presenti nel volume sono state scattate da Giancarlo Colombo. Dialogheranno con l’autore: Salvino Tortu, coach di Filippo Tortu, medaglia d’oro nella staffetta 4×100 ai Giochi di Tokyo; Marco Sicari, head of communication Fidal; Andrea Buongiovanni, giornalista della Gazzetta dello Sport; Valerio Piccioni, giornalista della Gazzetta dello Sport.
Le Olimpiadi di Tokyo sono state una scommessa. Apochi giorni dalla partenza non c’era ancora la certezza di farle. Poi il vento è girato, soprattutto per i nostri colori, tornati a casa con 10 ori e 40 medaglie – si legge in una nota di presentazione del libro -. Ho raccontato la boxe, la ginnastica artistica e l’atletica leggera, lo sport che ci ha regalato cinque trionfi, un record storico per gli atleti azzurri. Tutto ha avuto inizio con i due ori nel giro di una decina di minuti nel salto in alto e nei 100 metri, ma se Gianmarco Tamberi rientrava nei pronostici di un podio, prima dei Giochi giapponesi la vittoria di Marcell Jacobs nei 100 metri non era messa in conto nemmeno dal più esperto allibratore di un ippodromo. Da quel momento in poi gli atleti azzurri sono scesi sulla pista dello Stadio Olimpico convinti di sconfiggere qualsiasi avversario, e sono arrivate altre due medaglie d’oro nella marcia, con Massimo Stano e Antonella Palmisano, prima dell’apoteosi con la staffetta 4×100. È stata quest’ultima magia del quartetto italiano a sospingermi fuori da ogni confine, mentre facevo la radiocronaca della gara. Il finale da thrilling di Filippo Tortu, che per un solo centesimo batte la Gran Bretagna, resterà per sempre una magia incomprensibile.


