Agcom ha pubblicato il focus sui bilanci delle principali imprese editoriali italiane. Nel 2021, secondo l’analisi dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, i ricavi delle aziende sono stati di 3,82 miliardi di euro. Un dato in crescita del 7% su base annua ma in flessione del 10% rispetto al 2017.
“Finalmente – ha dichiarato Giuseppe Gallizzi, leader del Movimento Liberi Giornalisti – una notizia positiva. Il dato che evidenza l’aumento del 7% sugli incassi editoriali e sugli spazi pubblicitari conferma quanto sostengo da sempre: si sta invertendo la rotta, più cartaceo e meno web. La carta stampata deve essere potenziata e rimanere la principale fonte di informazione giornalistica. Le testate online non potranno mai sostituire i quotidiani cartacei, che erano, sono e resteranno la sola linfa vitale per le casse editoriali”.

“Quotidiani cartacei – ha aggiunto Gallizzi – che, però, devono tornare ad essere di qualità. Con più spazio ai territori, alle notizie locali, alla cronaca, allo sport e all’attualità. Basta commenti e articolesse. Si riscopra l’importanza del lavoro dei corrispondenti e dei collaboratori, anche giovani, ai quali vanno garantiti equi compensi e un regolare contratto. Solo così le edicole potranno tornare ad essere il punto di riferimento dei lettori e i quotidiani potranno incrementare la vendita delle copie“.
Nel 2021 – spiega Agcom – gli incassi editoriali e quelli da vendita di spazi pubblicitari rappresentavano rispettivamente il 39,1% ed il 30,5% dei ricavi complessivi. Nel 2021 il valore del mercato italiano ha visto una crescita del 7% su base annua (dai 3,22 miliardi di euro del 2020 a 3,44 miliardi di euro) e una flessione dell’8,4% da inizio periodo. Prendendo in considerazione il decennio 2012-2021 e analizzandolo relativamente alle due principali voci di ricavo del mercato italiano, si evidenzia la crisi strutturale che investe il settore. A livello aggregato i ricavi editoriali flettono del 38,5% (da 1,86 a 1,14 miliardi di euro), mentre le risorse derivanti dalla vendita di spazi pubblicitari si sono ridotte del 45% (da 1,78 a 0,98 miliardi di euro)
Tra il 2017 ed il 2021 il margine netto (Ebit) dell’intero settore in rapporto ai ricavi è stato mediamente pari all’1,8% annuo, ma nel 2021, rispetto all’esercizio precedente, ha visto un netto miglioramento, passando dal -5,6% al +3,7%, dovuto ad una crescita dei costi operativi inferiori a quella dei ricavi e ad una contestuale consistente riduzione degli ammortamenti operati dalle imprese considerate.


