Milano, al Teatro Manzoni seconda serata di ‘Quando Babbo diventa Natale’. E così anche gli ultimi diventano i primi

Il Natale, che magia. Specie per i più piccoli. Ultima serata oggi di un due giorni… davvero magica… al Teatro Manzoni di Milano. Dopo il successo di sabato 17 dicembre, si chiude alla grande domenica 18. Una divertente favola per i più piccoli, che racconta la storia di Nicholas, un bambino rinchiuso in un orfanotrofio, circondato da adulti cattivi. La visita di due elfi pasticcioni, gli cambierà la vita e lo farà diventare il personaggio più amato da tutti i bambini del mondo, ovvero Babbo Natale. Uno spettacolo originale, poetico e molto divertente con un grande messaggio: solo con queste doti – la dolcezza, la bontà, l’inclusione – si può diventare una leggenda. A grande richiesta è stata aggiunta la replica del 18 dicembre ore 19,00.

Ma il mito di Babbo Natale nasce dalla leggenda di san Nicola, vissuto nel 4^ secolo, che si festeggia tradizionalmente il 6 dicembre: secondo la tradizione, san Nicola regalò una dote a tre fanciulle povere perché potessero andare spose invece di prostituirsi e – in un’altra occasione – salvò tre fanciulli. Nel Medioevo si diffuse in Europa l’uso di commemorare questo episodio con lo scambio di doni nel giorno del santo (6 dicembre). L’usanza è ancora in auge nei Paesi Bassi, in Germania, in Austria e in Italia (nei porti dell’Adriatico, a Trieste e nell’Alto Adige): la notte del 5 dicembre in groppa al suo cavallino fa concorrenza a Babbo Natale. I bambini cattivi se la devono vedere con il suo peloso e demoniaco servitore, mentre il pio uomo lascia doni, dolciumi e frutta nelle scarpe dei più meritevoli. Nei Paesi protestanti san Nicola perse l’aspetto del vescovo cattolico ma mantenne il ruolo benefico col nome di Samiklaus, Sinterclaus o Santa Claus.

I festeggiamenti si spostarono alla festa vicina più importante, Natale. L’omone con la barba bianca e il sacco pieno di regali, invece, nacque in America dalla penna di Clement C. Moore, che nel 1822 scrisse una poesia in cui lo descriveva come ormai tutti lo conosciamo. Questo nuovo Santa Claus ebbe successo, e dagli Anni Cinquanta conquistò anche l’Europa diventando, in Italia, Babbo Natale. A differenza di Babbo Natale, però, San Nicola è realmente esistito. Nacque a Patara nel 270 e fu vescovo di Myra, in Licia (odierna Turchia). È una figura avvolta nel mistero, ma indizi archeologici dicono che è vissuto realmente: il suo nome compare in alcune delle antiche liste dei partecipanti al primo Concilio di Nicea (325), la riunione di tutti i vescovi della Chiesa cristiana per tentare di chiarire le divergenze teologiche sulla natura di Cristo. In mancanza di notizie storiche certe, i biografi ricostruirono comunque la vita di Nicola condendola con dettagli spesso scopiazzati da altre vite di santi. Figlio unico di ricchi genitori, pare che fin da piccolo avesse manifestato i segni della sua santità: il mercoledì e il venerdì, infatti, poppava una sola volta al giorno, per rispettare l’astinenza prescritta dalla Chiesa cristiana. Non gli toccò una morte spettacolare, da martire: pare che si spense in pochi giorni, di vecchiaia, tra il 345 e il 352. E come aveva fatto in vita, anche da morto prese le difese della sua comunità, regalando ai fedeli un olio profumato dai poteri miracolosi che sgorgava dalle sue reliquie, conservate nella cattedrale di Myra fino all’11^ secolo (e portate via dai baresi nel 1087).

E il Teatro Manzoni, rende spettacolo bello una storia triste. Anche gli ultimi, diventano i primi. E che primi… niente poco di meno che, l’uomo più famoso del Natale! Adulti € 15,00; Bambini 3 – 14 anni € 11,50; Under 3 anni € 6,00.

Alessandra Pirri