Il Tribunale di Foggia ha annullato il sequestro del cellulare del giornalista Francesco Pesante, direttore del giornale online locale ‘L’immediato’, al quale il 22 giugno scorso gli agenti della Squadra Mobile avevano confiscato lo strumento di lavoro nell’ambito delle indagini sulla divulgazione di un video sulle fasi di un omicidio compiuto il 17 maggio. Lo comunica in una nota la Federazione Nazionale della Stampa Italiana.
“Spero che questa esperienza negativa possa servire affinché in futuro nessun collega venga a trovarsi nella stessa situazione – ha commentato Francesco Pesante, che tramite l’avvocato Michele Vaira aveva subito presentato ricorso per chiedere l’annullamento del sequestro -. Non eravamo certi che sarebbe stato accolto e invece oggi è arrivato il dispositivo. Siamo molto soddisfatti”. “Ho sempre avuto fiducia nella magistratura, anche perché ho sempre agito secondo le regole, ho sempre fatto il mio dovere”, ha aggiunto il giornalista.
Il collega è rimasto per due giorni senza telefono. Prima che gli venisse restituito, è stata acquisita una copia dei contenuti del dispositivo. “Una vicenda paradossale, che si chiude nell’unico modo possibile, ma con un danno enorme per il collega perché con il sequestro del telefono hanno ‘bruciato’ le sue fonti”, hanno osservato la Federazione nazionale della Stampa italiana e l’Associazione della Stampa di Puglia, che si erano subito mosse per condannare il sequestro. “Una vicenda – hanno sottolineato Fnsi e Assostampa – che ripropone la necessità e l’urgenza di una norma a tutela del segreto professionale, essenziale per garantire una informazione autorevole, libera e pluralista”.


