“La nebbia a gl’irti colli
piovigginando sale,
e sotto il maestrale
urla e biancheggia il mar;
ma per le vie del borgo
dal ribollir de’ tini
va l’aspro odor de i vini
l’anime a rallegrar”. (Giosuè Carducci, San Martino)
E domenica 23 novembre, ritorna “El Festin ed San Martin“: rievocazione storica con animali e figuranti che animerà le vie di Castelletto Stura, in provincia di Cuneo, con la rappresentazione di “San Martino e il povero” e del “Tramud ed San Martin“. Durante la giornata, mercatino agricolo ed esposizione di abiti da sposa vintage. La festa sarà anticipata venerdì 21 novembre dalla serata gastronomica dedicata al minestrone e sabato 22 novembre dall’incontro presso la biblioteca “Storia della Mezzadria” e presentazione del romanzo “Mi ha svegliato il silenzio”. Una manifestazione che rievoca la povertà dei mezzadri e il gesto di San Martino di Tours, che l’11 novembre divise il suo mantello con un povero. Si narra infatti che, in una notte gelida, Martin incontrò un mendicante seminudo e, pieno di compassione, gli donò metà del suo mantello militare. La notte dopo, sognò Gesù con indosso la parte di mantello che aveva donato, dicendo agli angeli: “Ecco qui Martino… egli mi ha vestito”. Dopo aver donato il mantello, il cielo si schiarì e il freddo cessò, dando origine alla tradizione dell’Estate di San Martino. Ma a Castelletto Stura, l’evento è anche una ricorrenza contadina legata alla fine dell’annata agraria. Un tempo, infatti, non era solo festa: i mezzadri, incapaci di pagare l’affitto, venivano spesso sfrattati dai proprietari. Il “tramud ed San Martin”, il trasloco d’autunno su carri trainati da buoi, simboleggiava la loro precarietà.
Dopo la Santa Messa alle ore 10, la domenica proseguirà con il pranzo alle ore 12 con polenta e salsiccia ; alle ore 14.30, ultimo atto della rappresentazione di San Martino e del “Tramud ed San Martin” nel centro storico del paese.


