Tastiere in gabbia: Massimo Nava e il nemico subdolo della democrazia

Nava racconta un nemico subdolo della libertà di informazione: un sistema che vive di pressioni politiche ed economiche, di epurazioni silenziose, di piaggerie e carri­erismi

Nel nuovo saggio “Tastiere in gabbia. Democrazia e libertà di informazione a rischio” (Dedalo, collana “Orwell”), Massimo Nava parte da un assunto netto: «Le dittature e i regimi autoritari non amano la libertà di stampa. Ne hanno paura, considerandola la porta principale della democrazia». La sfida però che il libro di Massimo Nava è quella di mostrare come, oggi, questa distanza tra regimi autoritari e democrazie si vada pericolosamente riducendo, non più con censure brutali e arresti plateali, bensì attraverso meccanismi più morbidi e meno visibili.

Nava racconta un nemico subdolo della libertà di informazione: un sistema che vive di pressioni politiche ed economiche, di epurazioni silenziose, di piaggerie e carri­erismi, di un “circo mediatico” dove in tv e sui giornali compaiono sempre gli stessi volti, prigionieri di format intercambiabili che finiscono per creare una sorta di rete unificata. In questo paesaggio, i social network e l’intelligenza artificiale non sono solo strumenti neutri, ma potrebbero diventare amplificatori di disinformazione, polarizzazione, rumore: fattori che, alla lunga, possono avere effetti devastanti sulla salute della democrazia.

La prefazione di Luciano Canfora, direttore della collana “Orwell”, dà al libro una cornice teorica precisa: «Ben vengano gli studi che intendono analizzare, con competenza e cognizione di causa, i condizionamenti molteplici che inquinano e stravolgono (o spingono alla spontanea autocensura) il lavoro del giornalista». Ed è esattamente ciò che fa Nava: mostra come la libertà di stampa possa essere erosa anche senza leggi liberticide, attraverso il controllo dell’agenda, la marginalizzazione delle voci scomode, l’omologazione dei punti di vista.

L’autore Massimo Nava

Massimo Nava è giornalista ed editorialista del Corriere della Sera. È stato inviato speciale e corrispondente di guerra dall’Asia all’Africa, dai Balcani all’Iraq. Ha firmato inchieste sulla società italiana, il terrorismo, il Mezzogiorno, mafia e camorra, vincendo numerosi premi per i suoi reportage. Per vent’anni corrispondente da Parigi, è stato insignito della Legion d’onore. Insegna alla Luiss Guido Carli ed è autore di saggi e romanzi di grande successo.