Tredici anni fa, il 17 agosto 2010, moriva Francesco Cossiga, ottavo presidente della Repubblica italiana. «Francesco Cossiga resta nella vita e nella memoria della nostra democrazia – ricorda l’editore dell’AdnKronos, Filippo Marra -. Per me che ho avuto il piacere di condividere con lui considerazioni, riflessioni e sfoghi, ancora oggi un punto di riferimento che ci aiuta a capire qualcosa in più sul destino del nostro Paese e sulle prove che, con impegno e responsabilità, sta affrontando questo nostro Governo».
La scomparsa poco più di due mesi fa di Silvio Berlusconi – sottolinea l’AdnKronos – offre l’occasione per ripercorrere le tappe del rapporto tra i due, trovatisi a incrociare i loro destini politici in un momento storico in cui, con la discesa in campo del Cavaliere, sembrava aprirsi una pagina nuova della democrazia italiana. Nel segno del bipolarismo e dell’alternanza, come fortemente auspicato dall’ex capo dello Stato nella fase iniziale del suo mandato presidenziale.
Una prospettiva che nel maggio del 1994 spinse Cossiga, senatore a vita, a concedere il suo voto di fiducia per consentire la nascita del primo Governo di Berlusconi, privo altrimenti a palazzo Madama dei numeri necessari per ottenere la maggioranza. Una decisione presa «per dare una soluzione alla crisi di Governo – spiegò l’ex presidente della Repubblica – per un coraggioso progredire sulla via della democrazia compiuta, come se valesse il ‘già’ pur nel ‘non ancora’, per la rifondazione della nostra Repubblica con un nuovo patto nazionale che nulla rinneghi delle radici storiche ed etiche della Repubblica».


