Quando il Premio Nobel per la Letteratura Salvatore Quasimodo dalle stanze dell’Ospedale di Sesto San Giovanni scrisse la poesia «Ho fiori e di notte invito i pioppi»

Non tutti forse sanno che Sesto San Giovanni (Milano) ha avuto il privilegio di ospitare un Premio Nobel per la Letteratura. Stiamo parlando di Salvatore Quasimodo, insignito del riconoscimento nel 1959 a Stoccolma. Tuttavia, la permanenza del poeta nella nostra città non fu dovuta a circostanze felici: nel novembre 1965 Quasimodo fu ricoverato all’Ospedale di Sesto per un’ischemia cardiaca, ma fu proprio da questo triste episodio che trasse ispirazione per scrivere la poesia «Ho fiori e di notte invito i pioppi», considerata il suo «testamento spirituale». La fotografia che pubblichiamo, condivisa sui social dalla Biblioteca Civica, è scattata il 7 febbraio 1955 e custodita nell’archivio di Storia Locale.

Ecco il testo della poesia «Ho fiori e di notte invito i pioppi».

HO FIORI E DI NOTTE INVITO I PIOPPI

La mia ombra è su un altro muro

d’ospedale. Ho fiori e di notte

invito i pioppi e i platani del parco,

alberi di foglie cadute, non gialle,

quasi bianche. Le monache irlandesi

non parlano mai di morte, sembrano

mosse dal vento, non si meravigliano

di essere giovani e gentili: un voto

che si libera nelle preghiere aspre.

Mi sembra di essere un emigrante

che veglia chiuso nelle sue coperte,

tranquillo, per terra. Forse muoio sempre.

Ma ascolto volentieri le parole della vita

che non ho mai inteso, mi fermo

su lunghe ipotesi. Certo non potrò sfuggire;

sarò fedele alla vita e alla morte

nel corpo e nello spirito

in ogni direzione prevista, visibile.

A intervalli qualcosa mi supera

leggera, un tempo paziente,

l’assurda differenza che corre

tra la morte e l’illusione

del battere del cuore.

SALVATORE QUASIMODO

Ospedale di Sesto San Giovanni, novembre 1965