Milleproroghe, smart working prolungato fino al 30 giugno per i lavoratori fragili. Una nota del direttore Fnsi Tommaso Daquanno

Il decreto Milleproroghe, convertito in legge e in vigore dal 28 febbraio, prolunga lo smart working dei lavoratori fragili dal 31 marzo al 30 giugno 2023. Per i lavoratori privati – come scrive in una nota il direttore della Fnsi Tommaso Daquanno – lo smart working potrà essere riconosciuto sia ai lavoratori fragili sia a quelli che hanno almeno un figlio minore di 14 anni, a condizione che nel nucleo familiare non ci sia un altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito, in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa, e che non ci un sia genitore non lavoratore.

Tommaso Daquanno

Lo stesso vale per i lavoratori dipendenti – pubblici e privati – che, sulla base delle valutazioni dei medici, siano maggiormente esposti a rischio di contagio dal Covid, in ragione dell’età o della condizione di rischio derivante da immunodepressione, da esiti di patologie oncologiche o dallo svolgimento di terapie salvavita o, comunque, dalla presenza di più malattie che possano caratterizzare una situazione di maggiore rischio. Per i dipendenti pubblici, invece, lo smart working sarà riservato soltanto ai lavoratori con fragilità.