Un attacco aereo dell’esercito israeliano nella Striscia di Gaza centrale ha colpito una Jeep e ha provocato la morte di cinque persone, tra cui tre reporter. Secondo quanto riferito da media palestinesi e ripreso da Afp, nella giornata di mercoledì 21 gennaio 2026 un’automobile è stata colpita nell’area di al-Zahra / Netzarim, nella parte centrale della Striscia. Il bilancio riportato è di cinque vittime, tra cui tre giornalisti. La notizia è stata rilanciata in Italia anche dalla FNSI.
Chi erano i tre giornalisti uccisi a Gaza
Le fonti arabe e palestinesi identificano i reporter come i fotoreporter Abed (Abdul Raouf) Shaat e Anas Ghoneim, e il corrispondente Muhammad (Mohammed Salah) Qashta. Secondo le ricostruzioni disponibili, i tre stavano filmando un accampamento legato alle attività dell’Egyptian Relief Committee.
La versione dell’Idf e le richieste di chiarimento
Sul fronte israeliano, in diverse ricostruzioni internazionali l’Idf sostiene che l’azione avrebbe avuto come obiettivo sospetti legati all’operatività di un drone “affiliato ad Hamas”, considerato una minaccia per le truppe; resta però centrale il nodo – sollevato anche da redazioni e organizzazioni per la libertà di stampa – di come siano state condotte identificazione e valutazione del bersaglio, dato che le vittime erano giornalisti e la missione risultava connessa ad attività umanitarie. In parallelo, media italiani riportano che Il Cairo avrebbe chiesto spiegazioni sull’episodio, poiché ad essere colpito sarebbe stato un veicolo collegato a un comitato egiziano attivo nelle operazioni di soccorso. Il Committee to Protect Journalists (CPJ) ha chiesto una indagine trasparente sull’attacco che ha ucciso i tre giornalisti. E, più in generale, diverse organizzazioni (tra cui RSF) continuano a segnalare un numero elevatissimo di operatori dell’informazione uccisi dall’inizio della guerra.


