Arrivano buone notizie dall’editoria scolastica. Il fatturato ha superato i livelli pre-Covid che, stando stando alle ultime rilevazioni dell’Associazione Italiana Editori, si era attestato nel 2019 a 769 milioni di euro, quasi un terzo dei tre miliardi di euro del comparto editoriale complessivo italiano.
Secondo i dati diffusi da Libraccio, e resi noti da Repubblica.it, per l’anno scolastico 2022/2023, sei famiglie su dieci si sono rivolte alle librerie per l’acquisto dei testi, cercando di accaparrarsi volumi usati, alla ricerca del risparmi, che arriva in media al 50%, e anche per una crescente attenzione all’ambiente. La possibilità di ‘fondere’ nuovo e usato ha fatto registrare anche un buon andamento dei siti specializzati, in grado di contenere i disagi dovuti ai ritardi di consegna che hanno colpito tutto il settore, forti dell’esperienza e delle dimensioni di servizio offerte dalle librerie stesse su cui si appoggiano.
“Nonostante le complessità di quest’anno, possiamo dirci molto soddisfatti dell’andamento della stagione scolastica – ha dichiarato Edoardo Scioscia, amministratore delegato di Libraccio -. Il ritorno ai livelli di normalità dopo due anni di Dad è confortante, così come tutto sommato lo è stata la tenuta del comparto di fronte a inflazione e caro-prezzi”.


