Agenzia Dire, annullati i licenziamenti collettivi: la soddisfazione dei sindacati dei giornalisti

Un importante passo avanti per la tutela dei diritti dei giornalisti è stato compiuto con la decisione del Tribunale di Roma che ha annullato i licenziamenti collettivi all’agenzia di stampa Dire, dichiarandoli illegittimi. La Federazione nazionale della Stampa italiana (Fnsi) e l’Associazione Stampa Romana (Asr) hanno accolto la notizia con soddisfazione, ribadendo la loro ferma opposizione a quanto ritenuto sin dall’inizio un atto ingiusto e privo di motivazioni valide.

La sentenza: reintegro e indennizzi

Il tribunale ha disposto il reintegro di uno dei tre giornalisti coinvolti, mentre agli altri due è stato riconosciuto un indennizzo economico. Una differenza legata al tipo di contratto: i giornalisti non reintegrati erano stati assunti con modalità che non prevedevano le tutele del vecchio Statuto dei lavoratori. La difesa è stata curata dall’avvocato Raffaele Nardoianni.

Secondo il giudice, la metodologia utilizzata per selezionare il personale da licenziare è risultata “inidonea”. In particolare, è stato ritenuto troppo generico il riferimento alla riduzione dei costi come unico criterio di valutazione.

La posizione dei sindacati

Fnsi e Asr, che hanno sempre contestato la legittimità dei licenziamenti, hanno dichiarato: “Il criterio adottato era immotivato e inadeguato. Sin dall’inizio abbiamo espresso la nostra contrarietà a queste decisioni, che si sono dimostrate illegittime“.

Inoltre, i sindacati puntano i riflettori su un’altra questione ancora aperta: la situazione dei giornalisti “sospesi”, che non hanno ricevuto la retribuzione completa del gennaio scorso né la relativa busta paga.