Nella notte tra domenica e lunedì la sede del quotidiano La Stampa, a Torino, è stata imbrattata con scritte “no war” e “no vax”.
“Questa notte – scrive la direzione del giornale in una nota – la sede del nostro giornale, a Torino, è stata assalita e imbrattata da vandali no war, no vax, ma soprattutto “no brain”. Come sempre, non ci facciamo condizionare da questi atti di intimidazione e violenza. Continuiamo a lavorare in tutta tranquillità, e a garantire un’informazione corretta, libera e plurale“.
Il Cdr della Stampa “respinge l’ennesimo atto di violenta provocazione della scorsa notte e ribadisce il valore dell’autonomia e della libertà dell’informazione, augurandosi che le autorità arrivino ad individuare rapidamente i responsabili di questo ennesimo gesto vandalico contro la sede della nostra redazione”.
Solidarietà anche dalla Fnsi che, sempre in una nota, scrive: “Nella certezza che non saranno vili attacchi come questo a inficiare il lavoro dei colleghi, la Fnsi chiede che sia fatta piena luce sull’accaduto e che gli autori di tale gesto siano individuati in tempi rapidi. In un clima rovente, esasperato dalle tante difficoltà che gli italiani sono costretti ad affrontare, una stampa libera, autorevole e plurale rimane un baluardo della convivenza civile che nessuno deve pensare di poter minacciare impunemente“.
«Il mondo dell’informazione è un crocevia di democrazia. Non è un mondo perfetto, certo, al punto che ogni confronto anche critico è salutare e benvenuto. Ma se si toccano livelli inaccettabili di aggressività (troppo parente della violenza) significa che non si sta perseguendo nessuna forma di dialogo e che l’unico scopo evidente sta nella prevaricazione e nell’intimidazione». Così Riccardo Del Boca, presidente di Figec. «Chi ha imbrattato i muri della redazione della Stampa – aggiunge – non otterrà nessun risultato pratico salvo quello di mostrarsi per quello che è: “no brain”. È apprezzabile che i colleghi abbiano confermato l’impegno a insistere nel dovere d’informare senza paura e senza condizionamenti».
Foto da La Stampa


