Selezionati i cinque finalisti della prima edizione del Premio Nazionale Fnsi ‘Tina Merlin’: Sofia Centioni, Laura Fasani, Marco Grasso, Andrea Lattanzi e Stefania Prandi. Cinque i criteri ‘di lettura’ adottati: originalità del tema, impatto sociale, accuratezza, capacità di contestualizzazione e linguaggio e stile. Sofia Centioni, 26 anni, praticante della Scuola di giornalismo di Bologna, concorre con un’inchiesta podcast intitolata “Ristoranti da incubo, il dietro le quinte della City of food”. Laura Fasani, 30 anni, cronista de Il giornale di Brescia, firma con la collega Nuri Fatolahzadeh, 38 anni, un podcast dal titolo “Caffaro, l’ultima barriera. I veleni nel cuore della città”. Anche Marco Grasso, 41 anni, giornalista de Il Fatto Quotidiano ha optato per il podcast nell’approfondire “La strage del Ponte Morandi”. Il format del video invece caratterizza l’indagine sui danni alla salute da long Covid, per chi non è ancora uscito dalla pandemia, di Andrea Lattanzi, 36 anni, pubblicata sul sito di La Repubblica. Infine, il servizio di Stefania Prandi, 44 anni, freelance, firmato con le colleghe Francesca Cicculli, 29 anni, Charlotte Aagaard e Kusum Arora e pubblicato su Irpimedia, riguarda la “schiavitù moderna” concretizzata nei raccoglitori dei kiwi dell’Agro Pontino. “Non è stato facile isolare il gruppo dei finalisti – ha dichiarato Alessandra Costante, segretaria generale della Fnsi e presidente di giuria del premio Merlin – perché i lavori ammessi al Premio sono risultati davvero di spessore sia nella realizzazione, sia nei temi affrontati. Ringrazio al riguardo anche gli altri giurati per l’impegno e la serietà che hanno profuso nel compito di analizzare e selezionare gli elaborati”.
Nella foto Tina Merlin


