Seminario sul giornalismo alla Fnsi. Il sottosegretario Moles: “Informazione un bene da tutelare e difendere”

“L’informazione seria e corretta è un diritto fondamentale dei cittadini, un interesse nazionale, un bene pubblico da tutelare, difendere e sostenere”. Lo ha detto il sottosegretario all’Editoria, Giuseppe Moles, partecipando al seminario, tenutosi oggi nella sala Walter Tobagi della Fnsi a Roma, dal titolo ‘Giornalismo, verità e ordinamento professionale’, organizzato dalla Fondazione per il giornalismo ‘Paolo Murialdi’. Oltre a Moles, erano presenti: Raffaele Lorusso, segretario generale della Fnsi; Vittorio Roidi, presidente del Consiglio di disciplina dell’Ordine del Lazio; Carlo Bartoli, presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti; Francesco Paolo Sisto, sottosegretario alla Giustizia; Ferruccio De Bortoli, già direttore del Corriere della Sera; Giancarlo Tartaglia, segretario di Fondazione Murialdi. “Il settore dell’editoria è in crisi da anni, ma c’è una lieta notizia: i giornali soffrono, ma la buona informazione è sempre più richiesta. C’è ancora un ruolo fondamentale che giornali e giornalisti possono svolgere”, ha aggiunto Moles, alla prima visita ufficiale nella sede del sindacato. Ricordando – si legge in una nota della Fnsi – alcuni degli interventi messi in campo dal governo a sostegno del settore, dal recepimento della direttiva sul copyright al fondo straordinario inserito in manovra, il sottosegretario ha quindi auspicato che giornalisti, editori, istituzioni, filiera lavorino insieme alla creazione di un nuovo modello di sostenibilità economica, ridefinendo il prodotto giornalistico e l’organizzazione del lavoro, andando incontro alle esigenze dei cittadini e al loro bisogno di notizie vere e certificate, che sono il sale della democrazia. Il governo, ha concluso Moles, “non è sordo alle sollecitazioni del mondo dei giornalisti, la cui attività di mediazione è fondamentale e insostituibile. Se la disinformazione è il nemico da combattere, lo si può fare solo con l’impegno di tutti gli attori coinvolti. Perché la crisi dei giornali non è un dramma privato di editori e giornalisti, ma un problema di ogni società civile”.

Foto da Fnsi