L’editore del Corriere della Sera, Urbano Cairo, risponde alla protesta messa in atto dai giornalisti contro le recenti decisioni dell’azienda. La replica di Urbano Cairo è stata pubblicata sull’edizione di oggi, venerdì 7 ottobre 2022, del quotidiano di via Solferino. “Le comunicazioni – si legge – per la fusione per incorporazione della RCS Edizioni Locali in RCS MediaGroup partiranno la prossima settimana con ampio anticipo rispetto alle previsioni della Legge. Il tema della fusione non ha alcuna attinenza con il modello organizzativo del lavoro in presenza scelto dall’Azienda. Il lavoro in smart working resta operativo in tutto il Gruppo fino a dicembre per i lavoratori fragili e per i genitori con figli under 14”.
“Nessun collaboratore – conclude la nota – perderà il compenso per la prestazione resa. L’Editore, in questi anni di accresciuta difficoltà per il mondo editoriale, ha sempre avuto a cuore e ha garantito la tutela dei posti di lavoro per il Corriere della Sera e per tutta l’Azienda”.
Sorge spontanea una considerazione: che senso ha parlare di sciopero delle firme quando oggi sul Corriere compaiono, anche in prima pagina, i nomi di colleghi come Massimo Franco, Fiorenza Sarzanini, Federico Fubini, Massimo Gramellini, Dacia Maraini, Tommaso Labate, Andrea Galli e altri? Se c’è sciopero, sciopero sia per tutti.
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