Ricongiungimento al professionismo, il “testamento” di Gianni Bondini a favore dei giornalisti pubblicisti: il suo appello inascoltato all’Odg Nazionale

Il giornalista Gianni Bondini, scomparso nelle scorse ore a 77 anni, prima di morire ha rivolto un appello al Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti a favore del ricongiungimento dei pubblicisti al professionismo. Ma l’appello è stato “snobbato“. Il sito primapaginanews.it pubblica l’ultima lettera, scritta pochi giorni prima di morire, una sorta di testamento, di Gianni Bondini in merito alla questione. Il collega aveva a cuore i tanti giornalisti pubblicisti che esercitano esclusivamente l’attività giornalistica e quindi, di fatto, sono professionisti.

Ecco la missiva:

Gentili Colleghi, Cari amici,

Per chi non mi conoscesse sono Gianni Bondini, Professionista dal 1982, già caporedattore della Gazzetta dello Sport a Roma.

Da alcuni anni non sto benissimo, chi mi conosce lo sa, per via della malattia di Parkinson.

Sono stato sempre un fermo sostenitore dell’uguaglianza, del rispetto e della professionalità della nostra categoria. Sono qui a chiedervi di trovare una soluzione per tutti coloro i quali sono pubblicisti ed esercitano attività giornalistica in via esclusiva (professionisti di fatto).

Ce ne sono tanti, lo sapete e lo so, e molti vorrebbero entrare, certamente tramite esame, nell’elenco professionisti.

In tutta questa aria riformista, sicuramente giusto visto che sono passati 60 anni, vi prego di non dimenticare tutti coloro i quali, fino ad un anno fa, avrebbero potuto usufruire del “ricongiungimento”.

Non uccidete questi colleghi, non denigrateli, non rendeteli attanagliati ad un elenco che, per diversi motivi, non è quello giusto.

Dovrebbero essere professionisti, dategli la possibilità di fare l’esame.

La crisi, la pandemia, i soprusi talvolta subiti… potrei citarne tante di cose. Pensiamo a loro e diamogli questa possibilità. Non togliamo la possibilità di passare di elenco attraverso il ricongiungimento.

Gente a 35/40/45/50 anni di certo non può passare dalle scuole di giornalismo per degli ovvi motivi di mancato guadagno (oltre ad un esborso significativo di denaro).

È impensabile. Almeno per quest’anno riattivate il ricongiungimento. Ma secondo me dovrebbe essere mantenuto con i requisiti certamente, magari come quelli precedentemente usati.

A 77 anni spero di potervi consigliare e di dare voce anche a quei colleghi che chiedono soltanto di poter fare l’esame.

Attendendo una risposta.* Con somma reverenza e profondo rispetto.

Gianni Bondini