Renato Saccone lascia la Prefettura di Milano e ‘bacchetta i giornali: “Fatti di cronaca raccontati in maniera esasperata”. Intanto è ‘profondo rosso’ in edicola

Renato Saccone (nella foto) lascia la Prefettura di Milano che ha guidato dal 2018. E se ne va ‘bacchettando’ i giornali, responsabili di raccontare in maniera esasperata i fatti di cronaca nera. «Credo che ci sia un racconto esasperato soprattutto nei titoli – ha detto Saccone a margine della conferenza stampa di saluto al termine del suo mandato -. L’esempio? Aprite qualsiasi giornale. Il titolo racconta un fatto di cronaca nera e spesso è un fatto che emerge dopo l’azione delle forze dell’ordine. Ma il titolo non dà conto del buon risultato, ma del fatto che è accaduto, magari successo anche tre mesi prima. Si mette in evidenza il fatto, ma non l’efficacia dell’azione preventiva e repressiva delle Forze dell’Ordine: questo può portare a un’enfasi».

«Non mi sono mai permesso e mai mi permetterei di dare una valutazione positiva o negativa – ha aggiunto Saccone -. E’ una fonte inesauribili di riflessione di lavoro quella che proviene dai giornalisti – ha spiegato – Poi la narrazione che viene fatta dipende da tanti elementi, dal punto di vista, dall’opinione delle persone. Purché non si dica che quella è l’unica realtà, purché non si faccia di un’immagine la verità. La realtà è sempre più complessa».

Un’opinione che La Voce dei Giornalisti condivide a pieno. I quotidiani ‘gonfiano’ le notizie nella speranza di recuperare le (molte) copie perdute. Ma ottengono l’effetto contrario. Basta guardare gli ultimi dati, diffusi da Ads e rielaborati da primaonline.it, sulle vendite del mese di settembre. Le testate sono alla prese con la continua diminuzione dei lettori, pagando il prezzo di una cattiva informazione. Così non fanno altro che proseguire nella loro lenta e annosa agonia.