È di quattro giornaliste l’inchiesta vincitrice del primo Premio nazionale Fnsi “Dov’è Tina Merlin
oggi?”. Un’indagine sullo sfruttamento del lavoro nella raccolta dei kiwi dell’Agro Pontino, seguendo a ritroso la filiera: dalla grande distribuzione ai campi in cui vengono coltivati. Il servizio, pubblicato su IrpiMedia, è di Stefania Prandi e Francesca Cicculli, con la collega danese Charlotte Aagaard e la giornalista indiana Kusum Arora. La cerimonia di premiazione si è tenuta oggi, 16 dicembre, nella sala consiliare del municipio di Longarone, alla presenza della segretaria generale Fnsi Alessandra Costante, con i componenti di giunta Domenico Affinito, Matteo Naccari e Monica Andolfatto, del sindaco e presidente della Provincia di Belluno,
Roberto Padrin, e di una folta rappresentanza di giornalisti, fra cui Gianluca Amadori, componente dell’Esecutivo nazionale dell’Ordine e il presidente regionale Giuliano Gargano, e istituzioni locali e regionali.
Il premio giovani è andato a Sofia Centioni, praticante della Scuola di giornalismo di Bologna, che con lo strumento del podcast si è focalizzata sullo sfruttamento del lavoro nella ristorazione (“Ristoranti da incubo, il dietro le quinte della City of food”). Infine, menzioni per Laura Fasani (che con la collega Nuri Fatolahzadeh ha firmato un podcast prodotto da IrpiMedia e Il Giornale di Brescia dal titolo “Caffaro, l’ultima barriera. I veleni nel cuore della città”), per Marco Grasso (giornalista del Fatto Quotidiano che ha approfondito la strage del Ponte Morandi), e per Andrea Lattanzi con un’indagine video sui danni alla salute da long Covid, (pubblicata sui siti di Repubblica e La Stampa).
“Tina Merlin è ancora tra noi, perché è il giornalismo d’inchiesta italiano. E la qualità dei lavori candidati al premio – ben 74 – lo dimostra”, ha detto la segretaria Fnsi, Alessandra Costante. Durante la cerimonia di premiazione è stata tratteggiata la figura di Tina Merlin, cronista dell’Unità, con la collaborazione dell’associazione culturale che ne porta il nome, e con la proiezione di un video realizzato appositamente, che propone una riflessione sul ruolo del giornalista, immaginando che sia stata partorita dalla penna di Tina, “voce del Vajont” ma non solo, impersonificata da Anna Olivier (attrice e consigliera comunale di Longarone).
Foto da Fnsi


