L’economista del lavoro Paolo Reboani, 58 anni, è stato nominato commissario ad acta per l’Inpgi. Il suo incarico diventerà effettivo a partire dal 31 marzo 2023. Il compito di Reboani sarà – come si legge in una nota – “quello di preparare lo statuto del nuovo Inpgi dopo il passaggio il 1° luglio 2022, della funzione previdenziale svolta dall’Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani all’Inps“. “Entro tre mesi dalla nomina – scrive l’Inpgi in un comunicato – il commissario ad acta sottoporrà ai Ministeri vigilanti le modifiche adottate e il suo mandato, che sarà a titolo gratuito, si esaurirà con l’approvazione dello statuto da parte degli stessi dicasteri”.
Reboani, 58 anni, romano, attuale presidente del Collegio sindacale dell’Inpgi, è stato, tra l’altro, primo ricercatore all’Istat, presidente e amministratore delegato di Italia Lavoro, consigliere del Cnel, componente del Comitato europeo per l’occupazione a Bruxelles, consulente del Ministero del Commercio internazionale e politiche europee, del Ministero degli Affari esteri e della presidenza del Consiglio dei ministri. In particolare per i temi del mercato del lavoro, della previdenza e della politica industriale.
Docente universitario, autore di numerosi saggi, Reboani al Ministero del Lavoro si è occupato di politiche dello sviluppo, politica dei redditi e relazioni industriali, del processo di integrazione comunitaria e di questioni internazionali.
La riforma dello statuto riguarda migliaia e migliaia di colleghi. La Voce dei Giornalisti, augurando buon lavoro a Paolo Reboani, auspica una soluzione immediata: serve al più presto un nuovo statuto per affrontare e risolvere i tantissimi problemi che affliggono la categoria giornalistica.
Foto da Fnsi


