Nella foto, da sinistra, Aurelio Biassoni, Walter Todaro, Giancarlo Mariani, Francesco Caroprese, Giuseppe Gallizzi, Alan Patarga e Pierfrancesco Gallizzi
“Un cambio di passo per il sindacato, dopo anni di irrilevanza”. E’ quanto auspicato
dal presidente del Movimento Liberi Giornalisti, Giuseppe Gallizzi, alla riunione del
direttivo della componente dell’Associazione Lombarda Giornalisti, tenutasi nei
giorni scorsi nel salone ‘Cassiodoro’ del ristorante Pentola d’Oro di Sesto San Giovanni (Milano).
Il Movimento Liberi Giornalisti (MLG) attualmente esprime due consiglieri nazionali
Fnsi – lo stesso Gallizzi, già presidente del Circolo della Stampa ed ex caporedattore
centrale del Corriere della Sera, e il giornalista Mediaset, Alan Patarga – e quattro
membri del direttivo dell’ALG (gli stessi Gallizzi e Patarga tra i professionali e i
collaboratori Francesco Caroprese e Pietro Paolo Poidimani).

“Il nostro obiettivo – ha spiegato Gallizzi – è incrementare la nostra presenza alle prossime elezioni del sindacato che si terranno a inizio dicembre, attingendo consensi e istanze dai
colleghi che lavorano sul territorio, nelle redazioni di provincia, consumando
davvero le suole delle scarpe, come si diceva un tempo. Per troppo tempo, invece, la
rappresentanza negli enti di categoria è stata demandata a sindacalisti di carriera che difficilmente conoscono problemi e angosce di chi esercita realmente la professione”.
All’incontro erano presenti anche altri esponenti del Movimento: Paolo Pirovano,
già segretario nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, Aurelio Biassoni, Angelo Panzeri,
Walter Todaro, Fabio Benati, l’ex vicepresidente della Lombarda Pierfrancesco
Gallizzi, Giancarlo Mariani, già componente del direttivo della Fnsi, Francesco Caroprese e Diego Mandarà.

Da tutti, l’impegno per una campagna volta all’ascolto della categoria, con una presenza reale nelle redazioni e l’intenzione di garantire un nuovo corso nelle relazioni sindacali in Lombardia e, a livello nazionale, la stipula di un rinnovo contrattuale che manca ormai da troppi anni.


