Milano, Manzoni e “l’orribile flagello” della peste rivisitati nella mostra alla Braidense. Gli interventi di Sala, Sangiuliano e Caruso

Alessandro Manzoni

Milano celebra Alessandro Manzoni a 150 anni dalla morte. La sua città lo ricorda con un palinsesto di eventi che coinvolgono le più importanti istituzioni culturali: la Biblioteca Nazionale Braidense, il Duomo e la Casa del Manzoni. Da oggi, giovedì 4 maggio, e fino all’8 luglio alla Biblioteca Nazionale Braidense sarà aperta al pubblico la mostra ‘Manzoni 1873-2023. La peste, orribile flagello tra vivere e scrivere’. Una grande rassegna che ripercorre la figura dell’autore in modo originale, mediante due principali momenti della sua scrittura segnati dalla tragicità della peste: I Promessi Sposi e Storia della Colonna Infame.

Corriere della della Sera

L’esposizione è stata presentata ieri dal ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, dal sindaco di Milano, Beppe Sala, e dall’assessore alla Cultura di Regione Lombardia, Francesca Caruso. E oggi le edizioni milanesi dei quotidiani dedicano ampio spazio alla notizia. Il Corriere della Sera pubblica un articolo, a firma di Pierluigi Panza, dal titolo: «Scrivere di pandemia e passioni e l’«orribile flagello». «Milano – scrive il collega – omaggia Manzoni con una mostra alla Biblioteca Nazionale Braidense e forse, con la benedizione del Manzoni e la visita pastorale del ministro Gennaro Sangiuliano, si riparte per l’ennesima volta in trent’anni con i lavori per la «Grande Brera». In questo caso i lavori sono la messa a punto di Palazzo Citterio.«L’11 maggio si apre il cantiere – dice il ministro della Cultura – e io verrò una volta al mese a controllare l’avanzamento dei lavori». 

La Repubblica

La Repubblica, invece, pubblica un articolo redatto da Teresa Montestiroli dal titolo «La Braidense omaggia Manzoni e guarda al futuro». «Scegliere – scrive la giornalista – di rendere omaggio ad Alessandro Manzoni nel 150° anniversario della sua morte con un excursus sulla peste e sulle epidemie nella storia «ci è sembrata una scelta obbligata – spiega Marzia Pontone, direttrice scientifica della Biblioteca Braidense -. Il tema è centrale». 

Il Giornale

«La peste del Manzoni non è mai passata». Così Il Giornale con un pezzo a firma di Luigi Mascheroni. «Come celebrare al meglio – scrive il collega – i 150 anni dalla morte di Alessandro Manzoni, una delle figure più alte della letteratura italiana, personificazione di Milano, re-inventore della lingua, lo scrittore attraverso il quale parliamo così, «vediamo» e pensiamo così, dalla scuola media all’età adulta? Con una grande mostra – l’iniziativa più importante di quello che sarà un lungo anno manzoniano che racconta il momento storico e letterario più tragico della sua opera: la peste. Un fantasma con la maschera a becco che entra, devasta e esce dai suoi due libri della vita: I Promessi sposi e la Storia della colonna infame». 

Libero

«La peste e la sua tragicità nei capolavori del Manzoni» è, infine, il titolo scelto da Libero. A firmare l’articolo è Diego Mandarà che si affida alle parole scritte da Manzoni nel suo capolavoro letterario, I Promessi Sposi: «In principio dunque, non peste, assolutamente no, per nessun conto: proibito anche di proferire il vocabolo. Poi, febbri pestilenziali: l’idea s’ammette per isbieco in un aggettivo. Poi, non vera peste, vale a dire peste sì, ma in un certo senso; non peste proprio, ma una cosa alla quale non si sa trovare un altro nome. Finalmente, peste senza dubbio, e senza contrasto: ma già ci s’è attaccata un’altra idea, l’idea del venefizio e del malefizio, la quale altera e confonde l’idea espressa dalla parola che non si può più mandare indietro».