Mafia, trentanove anni fa l’omicidio del giornalista Pippo Fava – Il ricordo di Assostampa e Gruppo Cronisti Sicilia

Trentanove anni fa – il 5 gennaio 1984 – il giornalista Pippo Fava fu ucciso da ‘Cosa Nostra’ a Catania. Aveva 61 anni. Pippo Fava fu un personaggio carismatico, apprezzato dai propri collaboratori per la professionalità e il modo di vivere semplice. Il giornalista è stato direttore responsabile del ‘Giornale del Sud’ e fondatore de ‘I Siciliani’, secondo giornale antimafia in Sicilia. Era il padre del giornalista e politico Claudio Fava e di Elena Fava, scomparsa nel 2015, presidente della Fondazione Giuseppe Fava.

“Una delle citazioni più richiamate alla memoria – ricordano l’Associazione Siciliana della Stampa e il Gruppo Cronisti Siciliani – è questa: «Io ho un concetto etico del giornalismo. Ritengo infatti che in una società democratica e libera quale dovrebbe essere quella italiana, il giornalismo rappresenti la forza essenziale della società. Un giornalismo fatto di verità impedisce molte corruzioni, frena la violenza della criminalità, accelera le opere pubbliche indispensabili, pretende il funzionamento dei servizi sociali, tiene continuamente allerta le forze dell’ordine, sollecita la costante attenzione della giustizia, impone ai politici il buon governo». Un concetto messo sempre più a rischio negli ultimi anni non solo in Sicilia, ma in tutto il Paese dalla crisi dell’editoria e dagli strumenti inefficaci che sono stati messi in atto per affrontarla“.

“Lo stile di Pippo Fava, il suo amore per la verità e il coraggio di raccontarla – proseguono – devono essere la base di chi fa questo mestiere ancora oggi nonostante tutto. La difesa dell’autonomia dei giornalisti, a cominciare da quella economica, deve essere quindi la battaglia che vede impegnato il sindacato, sia nelle redazioni che a difesa dei colleghi che svolgono la professione in modo autonomo”. Quaranta anni fa Pippo Fava era stato capace di aggregare un gruppo di giovani, a cominciare dal figlio Claudio, che con passione hanno vissuto una stagione importante per l’informazione in Sicilia. “Oggi – concludono Assostampa e Gruppo cronisti – è più che mai importante far sì che quel messaggio, quella lezione di vita e giornalismo venga ribadita e sostenuta, per rispetto della memoria di Fava e per dare a chi lavora tra tante difficoltà il sostegno necessario al futuro della professione e anche per dare forza alla nostra democrazia“.