In occasione del centenario della nascita di Sergio Zavoli, giornalista Rai, padre dell’inchiesta televisiva italiana, scomparso nel 2020 all’età di 96 anni, l’Archivio Storico della Presidenza della Repubblica di Roma ospita la «Collezione Sergio Zavoli». La raccolta copre l’intero arco temporale della sua attività giornalistica (1950-2020). Nei giorni scorso l’iniziativa è stata presentata alla presenza del capo dello Stato, Sergio Mattarella; della sovrintendente dell’Archivio, Marina Giannetto; del professor Cosimo Ceccuti, presidente della Fondazione Nuova Antologia-Giovanni Spadolini; di Giuseppe Filippetta, già direttore della biblioteca «Giovanni Spadolini»; e del professor Luciano Zani, docente emerito di storia contemporanea dell’Università La Sapienza e componente del comitato scientifico della Fondazione Murialdi.
«Se dovessi scegliere, tra altri, un termine che unisse le personalità di Renzo De Felice e di Sergio Zavoli, direi la curiosità, e forse un pizzico di invidia, sicuramente non di alterigia, dello storico, nei confronti di un linguaggio giornalistico chiaro, conciso e sintetico – ha detto il professor Zani -. La curiosità, per un giornalista, è un tratto assolutamente necessario, ma anche lo storico non era affatto un uomo sigillato tra libri e archivi, attaccato alla sacralità del documento, come a volte lo si è dipinto. Le interviste, ci ripeteva spesso De Felice, difficilmente sono utili a ricostruire i fatti storici, e perciò vanno prese con le molle, trattate con distacco e prudenza, ma sono preziose nel ricostruire atmosfere, restituire un clima e un contesto».


