Nasce, non senza malumori, il ‘nuovo’ settimanale L’Espresso targato Danilo Iervolino. Da oggi, domenica 15 gennaio, è in edicola la rivista rinnovata, da circa un mese diretta dal giornalista Alessandro Mauro Rossi. La decisione del nuovo editore di sostituire il precedente direttore Lirio Abbate ha creato preoccupazioni in redazione: i giornalisti di recente hanno scioperato facendo saltare un’uscita della rivista. A questo si aggiungono gli addii di volti storici dell’Espresso, tra cui il giornalista Michele Serra e il vignettista Francesco Tullio Altan.

Titolo del nuovo numero del settimanale è ‘L’Italia di domani’. Sulla copertina è ritratta la mano di Adélia Chitula Moura, una ragazza angolana di 30 anni, di cui 20 passati in Italia, dove fa la geometra. “È dipinta di bianco nel segno dell’integrazione – spiega il direttore dell’Espresso Alessandro Mauro Rossi -. L’indice e il medio, colorati di rosso e di verde, formano il segno della vittoria. Vince non solo chi è più bravo o più forte ma anche chi è più tenace, più intelligente, chi non si arrende. L’Espresso continuerà ad essere, orgogliosamente, il giornale che difende gli ultimi, ma saprà anche dare spazio ai primi, a coloro che costruiscono futuro e speranza per il nostro Paese“.

Il formato del giornale è più grande. “La carta – aggiunge il direttore – ecologica e certificata, più spessa, il procedimento di stampa, da Rotocalco a Rotooffset, più amico dell’ambiente. Resterà invece intatta l’anima de L’Espresso: combattiva, progressista, laica, indagatrice. Mostrerà ai lettori quello che altri non vogliono far vedere. Avrà un occhio speciale verso la scuola, l’Università, il pubblico impiego, i diritti, l’ambiente, ma anche la tecnologia, le startup e la space economy, vere scommesse sul futuro. Insisteremo con le inchieste“. Aumenteranno i commentatori. Tra questi ci saranno Maurizio Costanzo, Carlo Cottarelli, Francesca Barra e Massimo Cacciari. Nuove rubriche, come quelle dedicate agli animali domestici, al vino e alla tavola. L’Espresso aumenterà anche la presenza sul digitale con più articoli, servizi e opinioni sul sito. “L’Espresso – conclude Rossi – sarà uguale e differente, coraggioso e visionario, rivoluzionato e rivoluzionario. Che il futuro sia con noi“.


