
Il 21 aprile 1956, sessantasette anni fa, usciva per la prima volta in edicola Il Giorno. Il quotidiano è nato a Milano per iniziativa dell’allora presidente dell’Eni, Enrico Mattei, intenzionato a dare vita ad un giornale che fosse d’appoggio alla linea politica ed economica da lui espressa. Mattei trovò come socio l’editore marchigiano Cino Del Del Duca. La nuova testata puntava a costituire un’alternativa al Corriere della Sera per i lettori milanesi. Cino Del Duca prelevò dal giornale concorrente l’inviato Gaetano Baldacci che promosse alla carica di direttore. Il modello di riferimento del Giorno fu il quotidiano londinese Daily Express. Il primo numero uscì il 21 aprile 1956.

Curò la veste grafica il designer Giuseppe Trevisani che compì diverse innovazioni: impaginazioni su otto colonne, prima pagina a vetrina con titoli grandi e vivaci corredati da fotografie, gli articoli in prima pagina occupano uno spazio residuale (dopo 15-20 righe continuano nelle pagine interne). Inoltre, posto dell’articolo di fondo, riservato al direttore, compare un commento più breve. Sul primo numero del Giorno il titolo di apertura, che occupava sette colonne sulle otto della pagina, fu di politica estera (“La distensione a Londra”) e riferì dei discorsi pronunciati nella capitale inglese da Nikita Chruscev. Tra le firme Giacomo Debenedetti, Roberto Longhi, Goffredo Parise, Achille Campanile, Rino Felappi (il più giovane redattore, tra i fondatori del Giorno), Roberto De Monticelli, Paolo Murialdi e Angelo Rozzoni.

Il Giorno cercava di distinguersi dal Corriere. Baldacci ai suoi collaboratori amava dire: “Se abbiamo fatto una prima pagina uguale o simile a quella del Corriere, dobbiamo chiederci dove abbiamo sbagliato”. Il Giorno si distinse dal Corriere anche nella forma, abolendo, per esempio, la tradizionale terza pagina culturale. La cultura venne spostata nella seconda parte del quotidiano, prima degli spettacoli. Redattore letterario era Giorgio Zampa. C’era quindi una pagina dedicata all’economia e alla finanza: Il Giorno fu il primo quotidiano a farlo. I servizi sportivi erano curati da Gianni Brera che costruì la redazione sportiva formata da Mario Fossati, Giulio Signori, Gianni Clerici, Gian Maria Gazzanica e Franco Grigoletti. L’unica donna in redazione era Adele Cambria che si occupò della rubrica mondana ‘Confino rosa’.

La testata si schierò politicamente a sostegno del nascente centrosinistra e in difesa dell’intervento pubblico nell’economia. Per i primi mesi uscì in due edizioni giornaliere. L’edizione pomeridiana era in formato tabloid. L’esperimento, a causa dei costi di gestione rilevanti, terminò a luglio. Nel 1959 Il Giorno raggiunse le 150mila copie collocandosi tra i maggiori quotidiani nazionali. Gli anni tra i Sessanta e i Settanta furono i più vitali per la testata che poté avvalersi di prestigiosi collaboratori come Pier Paolo Pasolini, Vittorio Emiliani, Giorgio Bocca (che poi lasciò Il Giorno per partecipare alla fondazione della Repubblica), Ernesto Rossi, Alberto Arbasino, Antonio Cederna e Carlo Cassola. Per ragioni di concorrenza con il Corriere, che usciva nel pomeriggio con il Corriere d’Informazione, anche il Giorno in quegli anni aveva un’edizione pomeridiana diretta da Giorgio Susini.

Nella sua storia Il Giorno ha avuto 23 direttori: Gaetano Baldacci, Italo Pietra, Gaetano Afeltra, Guglielmo Zucconi, Lino Rizzi, Francesco Damato, Paolo Liguori, Mario Padovani, Enzo Catania, Marco Leonelli, Gabriele Canè, Remo Guerrini, Andrea Biavardi, Vittorio Feltri, Umberto Marchesini, Xavier Jacobelli, Pierluigi Fadda, Giovanni Morandi, Ugo Cennamo, Giancarlo Mazzuca, Giuliano Molossi, Sandro Neri e Agnese Pini (in carica).

Dal 2000 Il Giorno adotta il formato tabloid. Accanto alla testata in prima pagina è riportato il marchio ‘QN’ (‘Quotidiano Nazionale’). Nel 2016 la redazione ha lasciato la sede di via Stradivari a Milano e si è trasferita in corso Buenos Aires. L’attuale editore è Andrea Riffeser Monti. Il Giorno, insieme alla Nazione di Firenze, Il Resto del Carlino di Bologna e Il Telegrafo di Livorno, fa parte della rete che porta il nome di QN Quotidiano Nazionale ed è pubblicato dalla Editoriale Nazionale s.r.l.


