Il 14 settembre 2013 ci lasciava a 75 anni Giorgio Santerini, storico presidente dell’Alg e segretario della Fnsi – Il ricordo di Giuseppe Gallizzi

Nove anni fa, il 14 settembre 2013, ci lasciava all’età di 75 anni il giornalista Giorgio Santerini. Storico caporedattore e inviato del Corriere della Sera (in precedenza ha lavorato all’Avanti), Giorgio Santerini è stato per 12 anni presidente dell’Associazione Lombarda dei Giornalisti e per 6 anni segretario della Federazione Nazionale della Stampa Italiana.
Pubblichiamo un bellissimo ricordo di Giuseppe Gallizzi, già caporedattore centrale del Corriere della Sera, oggi direttore della Voce dei Giornalisti:

“Voglio ricordare Giorgio Santerini con questa foto scattata al Circolo della Stampa di Milano – ha scritto Gallizzi su Facebook -. Devo a Giorgio, giornalista di razza, scrittore e sindacalista, la mia nomina a Presidente della prestigiosa Casa dei giornalisti di Palazzo Serbelloni. A Giorgio devo anche il mio impegno nel Sindacato dei Giornalisti della Lombardia: era la fine degli anni ‘70 quando entrai a fare parte di Stampa Democratica con Giorgio Santerini, Walter Tobagi e altri 13 colleghi cofondatori. C’erano anche Marco Volpati, Fabio Cavalera, Franco Abruzzo, D’Adda, Da Rold, Giancarlo Perego, Antonio Morra. Ricordo quella lunga riunione notturna nella sede dell’Alg di via Montesanto 7 a Milano e la conclusione, alle ore 7 del mattino, con la definitiva scissione con Rinnovamento e la fondazione di Stampa Democratica. Santerini, dopo l’assassinio di Walter Tobagi, assunse la Presidenza dell’Associazione Lombarda Giornalisti che guidò, con saggezza e competenza, per 12 anni. Lasciò Milano per andare a Roma ed assumere la massima carica del Sindacato: la segreteria nazionale della Fnsi. Giorgio Santerini era un grandissimo giornalista, caporedattore e inviato del Corriere della Sera. Secondo me sarebbe diventato un bravo direttore del quotidiano di via Solferino ma lui scelse il Sindacato: per sostenere i colleghi, per indirizzarli verso la giusta professione e per difendere i diritti dei colleghi con la forza della contrattazione. Ciao Giorgio, caro amico, mio maestro di giornalismo e di vita. Continua a riposare in pace”.