Per tre giorni gli occhi (ed il palato) di curiosi e golosi sarà rivolto a un importante angolo del Piemonte, il Monferrato, con una serie di eventi alla scoperta di vini prodotti piatti ed angoli storici tra Asti, Nizza Monferrato e Cavatore (Alessandria), a cinque chilometri da Acqui Terme.
Farà da guida di questi tre giorni il giornalista e critico gastronomico Edoardo Raspelli, volto televisivo di Canale 5 per 20 anni con il suo Melaverde ed oggi conduttore de “L’Italia che mi piace… In viaggio con Raspelli” di cui è in preparazione la seconda edizione.
Il tour si svolgerà da giovedì 12 a sabato 14 maggio e accanto al “cronista della gastronomia” ci sarà l’astigiano Pier Ottavio Daniele. In questa “tre giorni monferrina” il volto femminile sarà quello della vicentina Greta Galbianco, già conduttrice TV nonostante la giovane età, prima Miss Senza Trucco del 2022 nel concorso Miss Monnalisa nel Mondo ideato da Cesare Morgantini e condotto da Andrea Guasco, anche volto di TeleCupole.

Giovedì 12 maggio alle 18 al Teatro Alfieri di Asti Edoardo Raspelli sarà battitore dell’Asta della Barbera d’Asti insieme a Pier Ottavio Daniele. Organizzata dal Consorzio della Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, raccoglierà fondi attraverso la vendita di pregiati lotti di Barbera d’Asti Superiore in favore della Croce Verde di Asti per far fronte ai bisogni della popolazione ucraina.
Venerdì 13 maggio Raspelli riceverà il Premio Giornalistico Francesco Cirio dal Centro Studi Francesco Cirio di Nizza Monferrato e sabato 14 a Cavatore (Alessandria) sarà premiato dall’Associazione Produttori Albarossa, insieme ad Antonello Maietta (presidente Nazionale AIS), Filippo Mobrici (presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato) e alla Pro Loco di Ponti.
Il borgo in pietra di Cavatore, in provincia di Alessandria, situato a cinque chilometri da Acqui Terme, con i suoi 500 metri di altitudine, rappresenta il primo passo verso l’Appennino piemontese. La natura incontaminata dei suoi monti si fonde con un’atmosfera ricca di fascino e storia: l’antica torre risalente al XIII secolo, fa capolino dal bricco più alto, mentre la chiesetta medievale di San Lorenzo accoglie i visitatori all’ingresso del paese. In pieno centro storico ha sede la cinquecentesca “Casa Felicita”, un edificio storico le cui cantine sabato 14 maggio diventeranno “Il caveau dell’ Albarossa”, il luogo ideale per affinare le grandi riserve della doc piemontese.
L’ Albarossa è l’ultimo vitigno autoctono nato in Piemonte nel 1938, ad opera del botanico e allora preside della facoltà di viticoltura ed enologia dell’Università di Torino: Giovanni Dalmasso ottenne l’Albarossa incrociando la Barbera con il “Nebbiolo di Dronero” meglio conosciuto come Chatus. A quasi un secolo dalla sua scoperta, il risultato della piacevolezza del vino Albarossa è sorprendente, tanto che viene considerato dagli esperti uno dei vini piemontesi più apprezzati nel mondo per sue caratteristiche di freschezza ed eleganza.
Ad oggi, gli ettari coltivati tra Langhe, Monferrato e Roero sono circa 60 e la produzione annua si attesta attorno alle 360.000 bottiglie.
A Cavatore sabato 14 e domenica 15 maggio l’Associazione Produttori Albarossa, in collaborazione con il comune di Cavatore, il Consorzio della Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, AIS Alessandria e la Fondazione Radici organizzerà la prima edizione di “Albarossa Festival” con la possibilità di conoscere da più vicino il vino ed i suoi produttori.


