Edicole, giornalai, giornalisti ed editori: quel web che sta affossando la carta stampata. Una nota del Movimento Liberi Giornalisti

In molte edicole italiane nei giorni scorsi è apparso un manifesto critico del Sinagi – Sindacato nazionale dei giornalai d’Italia – dal titolo ‘Addio alle edicole’. Una denuncia che stigmatizza lo stato in cui versano gli edicolanti a causa di regole ‘imposte a livello nazionale’ che determinano la chiusura progressiva dei punti vendita. Nel manifesto si ‘ringrazia’, con tono sarcastico, chi ha contribuito al declino.

Il Sinagi punta il dito contro la Federazione editori “per non aver voluto rinnovare l’accordo nazionale, i singoli editori e i maggiori gruppi produttori di quotidiani; tutti quegli editori che spingono i cittadini ad utilizzare i siti web; gli editori di buste, bustine e giochi, card, figurine eccetera, che hanno registrato come periodico tutti questi prodotti pur di non riconoscere gli aggi migliori alle edicole”.

I distributori nazionali – prosegue il sindacato – che non hanno mai cercato di far rispettare le regole agli editori che distribuiscono, oltre a non aver mai risposto alle richieste di correzioni e chiarimenti che il Sinagi ha ripetutamente rivoltoInoltre il Governo ha deciso di dare ancora più soldi pubblici a chi edita on line, evitando di mantenere in vita poligrafici, cartai, trasportatori e giornalai“.

Sull’argomento silenzio sempre più assordante della FNSI (Federazione Nazionale della Stampa Italiana) e della ALG (Associazione Lombarda dei Giornalisti) alle quali poco o nulla interessa questo tema di vitale importanza per il futuro dei giornali, del giornalismo e dei giornalisti. Sulla questione si è invece espresso con una nota il Movimento Liberi Giornalisti.

La protesta del Sinagi e degli edicolanti è legittima – scrive il MLG -. Il nostro settore è in crisi ormai da molti anni. C’è necessità di un cambiamento radicale sia per quanto riguarda la politica sindacale ed editoriale sia per i colleghi chiamati a ruoli di responsabilità. Giornali e riviste sono da tempo in grossa difficoltà, anche per la scarsa attenzione degli editori che, sbagliando, secondo il nostro modesto avviso, sono innamorati dei quotidiani online. Invertire la rotta (più cartaceo e meno web) deve essere l’imperativo. La carta stampata va potenziata e deve tornare la principale fonte di informazione giornalistica. Le testate online non potranno mai sostituire i quotidiani cartacei, che erano, sono e resteranno la sola linfa vitale per le casse editoriali”.

“Quotidiani cartacei che, però, devono tornare ad essere di qualità – prosegue il Movimento Liberi Giornalisti – con più spazio ai territori, alle notizie locali, alla cronaca, allo sport e all’attualità. Basta commenti e articolesse. Si riscopra l’importanza del lavoro dei corrispondenti e dei collaboratori, anche giovani, ai quali vanno garantiti equi compensi e un regolare contratto. Solo così le edicole potranno tornare ad essere il punto di riferimento dei lettori e i quotidiani potranno incrementare la vendita delle copie“.