Buio pesto al Giorno, ora Riffeser mette in cassa integrazione anche i corrispondenti. Coinvolti pure Resto del Carlino e Nazione

In cassa integrazione anche i corrispondenti. Il nuovo piano del gruppo Monrif, che pubblica Il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno, va a colpire i corrispondenti che saranno messi in «cassa» due mesi all’anno. Una scelta che divide i giornalisti del quotidiano Il Giorno, soprattutto per le modalità in cui sarà attuato. Le edizioni locali, ridotte all’osso, hanno mediamente un corrispondente fisso e – quando sarà in cassa – chi seguirà e coprirà i diversi servizi?

Nella foto l’editore Andrea Riffeser

E’ questa la domanda posta dai corrispondenti nell’assemblea di lunedì scorso al Cdr, che è messo con le spalle al muro nella trattativa. Infatti il nuovo piano prevede il proseguimento della cassa integrazione (33 giorni l’anno) per gli articoli 1, due mesi di cassa per i corrispondenti, tagli di collaboratori, soprattutto pensionati, e ricorso al prepensionamento per tre redattori che nel 2024 raggiungeranno i 62 anni. Un piano lacrime e sangue per Il Giorno, che negli ultimi anni ha visto la chiusura di tutte le edizioni locali, eccetto Monza, e una forte riduzione di giornalisti.