È morto nei giorni scorsi il giornalista Gaetano Bonaveri, inventore negli anni Ottanta di un modo nuovo di gestire la comunicazione e le relazioni tra le case automobilistiche e i rappresentati della stampa. Aveva 88 anni. Nino Bonaveri fu un antesignano delle rubriche televisive. Tra le piú famose si ricorda ‘Motori non Stop’, condotta dalla pilota Patricia Pilchard e da Paolo Luca, figlio di Bonaveri.
“All’inizio degli anni Novanta – ricorda l’Unione Italiana Giornalisti dell’Automotive di cui il collega era socio – venne incaricato di lanciare l’allora sconosciuto marchio Nissan in Italia. Lo fece organizzando una serie di eventi in Costa Smeralda, dove alle prove delle vetture mescolava incontri durante i quali i colleghi potevano scoprire la cultura giapponese. Fu poi la Versilia del Forte dei Marmi a diffondere prima le strategie di Toyota e poi l’esclusività di Lexus. Il suo era un approccio sbrigativo, da finto burbero, che rispettava le difficili e complicate regole della comunicazione. Gli ultimi anni della sua vita li ha trascorsi seguendo attivamente l’evoluzione e i cambiamenti dell’industria automobilistica, seppur limitato nei suoi movimenti e supportato dal fedele Francesco”.
“Non perdeva occasione – conclude Uiga – per esternare i suoi commenti e le sue opinioni sulle attività dell’associazione, che si rivelavano attuali e utili. Caro Nino, le tue telefonate ci mancheranno un sacco“.


