Ci ha lasciati il giornalista e telecronista sportivo Marco Lucchini, per anni capo della redazione milanese di Rai Sport e volto noto di 90° Minuto. Aveva 77 anni. Nato a Milano, Marco Lucchini aveva iniziato la sua carriera professionale nel 1981 occupandosi della rubrica del Tg2 ‘Sabato Sport’ e di molte altre rubriche sportive della Rai.
Il giornalista è stato per molti anni l’inviato dallo stadio Sinigallia di Como per le partite della formazione locale e, in alternanza, allo Stadio Zini di Cremona per le partite della Cremonese, nella trasmissione 90° Minuto condotta prima da Paolo Valenti e poi da Fabrizio Maffei. Marco Lucchini ha seguito anche le vicende dell’Atalanta. Successivamente è stato il commentatore ufficiale del Piacenza e del Parma in Domenica Sprint, a cura della Testata Giornalistica Sportiva. Da molti anni si dedicava al mondo del pattinaggio su ghiaccio (sua la telecronaca del primo bronzo iridato di Carolina Kostner a Mosca nel 2005) e anche nella vela. A partire dal 1999 era diventato il curatore di Rai Sport, insieme agli altri colleghi: Ignazio Scardina, Maurizio Vallone, Saverio Garaguso, Duccio Guida e Amedeo Verduzio. Dal 2003 Marco Lucchini era il curatore di Domenica Sprint. In precedenza aveva seguito, sempre da curatore, anche Stadio Sprint e La Domenica Sportiva. Diversi i messaggi di cordoglio per la sua scomparsa. Tra chi lo ricorda c’è il giornalista Roberto Pacchetti, condirettore del TGR Rai che sui social ha scritto: “Addio all’amico e collega Marco Lucchini, per anni capo della redazione milanese di RaiSport, ma anche volto di 90° minuto seguendo l’Atalanta e telecronista del pattinaggio su ghiaccio. Alla famiglia e ai colleghi le mie condoglianze, quelle della Tgr Rai e della Tgr Rai Lombardia”.
Così invece Maurizio Losa, già vice direttore di Rai Sport e Tg3: “

Ciao Marco.
In questa immagine dell’ultima volta che siamo stati a cena c’è proprio il tutto di Noi.
Io che ti spiego tu che sorridi pronto a mandarmi affettuosamente a quel paese. Perchè eri così, perché noi eravamo così. Schietti, diretti, sinceri, onesti. Nel lavoro come su un campo da golf.
Ma ci siamo sempre stimati e, lo posso dire, voluto bene.
L’ultima volta che ci siamo sentiti mi hai raccontato della malattia ma lo hai fatto senza rabbia, con lucidità, quasi avessi accettato quello che si profilava all’orizzonte.
È per questo che voglio ricordarti con questa foto con questo sguardo con quel sorriso. C’è l’essenza di chi sei stato, di chi eri.
Un grande professionista, un bravo giornalista, un collega col quale confrontarsi, un amico.
Fai buon viaggio Marco Lucchini Gabriolo. Io e i tuoi ragazzi non ti dimenticheremo”.
Condoglianze ai familiari anche dalla direzione e dalla redazione di www.lavocedeigiornalisti.com.


