Addio a Giusi Ferré, storica firma della moda italiana e autrice di Io Donna

E’ morta la scorsa notte a 75 anni Giusi Ferré, storica firma della moda italiana e autrice di «Io Donna», rivista rivolta principalmente al pubblico femminile e distribuita come supplemento del sabato del Corriere della Sera dal marzo 1996. La giornalista inventò le fortunate rubriche «Buccia di banana» (diventata anche un libro e un docureality) e «Tocco di classe». La notizia è stata annunciata dal Corriere della Sera. Giusi Ferrè era nata a Milano nel 1946. Nel corso della sua carriera giornalistica ha lavorato per «Epoca», «Linea Italiana», «Linea Sport» e «L’Europeo». Ha scritto anche diversi libri, tra cui «Timberlandia», «Alberta Ferretti: lusso, calma, leggerezza», «Gianfranco Ferré: la poesia del progetto», «Gianfranco Ferré: itinerario», «Now and…Moncler 1952-2002» e «Buccia di Banana: lo stile e l’eleganza dalla A alla Z». Tanti i messaggi di cordoglio dei colleghi sui social. Come quello della giornalista Gloria Ghisi, caposervizio delle rubriche di «Io Donna» che su Facebook ha scritto: «Giusi Ferré stanotte se ne è andata per sempre e so che, benché ultimamente non la sentissi più, ha sicuramente lavorato fino all’ultimo. Per vent’anni ho messo in pagina le sue rubriche, spesso dissacranti. Buccia di banana piuttosto che Colpo di classe sono entrate di diritto nella storia della moda e del costume.. Le telefonavo e me le dettava, perché il computer lei proprio non lo usava. Mandava i suoi pezzi scritti a macchina, su carta, con mille correzioni perché era una perfezionista, un’artista della parola giusta. Se c’era da tagliare un suo articolo veniva in redazione, ma a volte veniva soltanto con i suoi appunti e me lo dettava, creandolo al momento. Scrivevo come una matta per non perdere quel che diceva, poi mi faceva tornare indietro e sistemava le imperfezioni che notava solo lei, guai alle ripetizioni, evviva i sinonimi. E questa, per me, è stata una enorme lezione di scrittura, era bello veder scorrere perfettamente intrecciati commenti, citazioni, e il suo inedito e spesso tagliente punto di vista. Poi in redazione non è venuta più, le faceva troppa fatica, mandava anche i pezzi lunghi scritti a macchina da far comporre in tipografia. Penso che quei suoi articoli di grande eleganza-contenuto-stile-sostanza fossero come figli per lei, la sua famiglia. Onorata di averli visti crescere, ciao Giusi».