“I Monti sono maestri muti e fanno discepoli silenziosi”. (Johann Wolfgang von Goethe). E il 13 luglio 2024 si svolge il popolare giro del Lago di Resia, intorno al pittoresco lago nella zona del triangolo di tre paesi, tra Alto Adige, Engadina e Tirolo. Punto di partenza e arrivo del giro lungo 15,3 chilometri, è il campanile sommerso nel lago. ll percorso gira intorno al lago ed è indicato per amatori e mezzofondisti, per chi corre in sedia a rotelle e per Nordic Walker. Un sentiero ben progettato, che si snoda intorno al più grande Lago dell’Alto Adige. Un invito a pedalare, fare escursioni e soprattutto a correre. Il circuito di 15,3 km intorno al Lago è uno dei percorsi più belli tra quelli che offrono le manifestazioni podistiche in Alto Adige.

Si può ammirare un magnifico panorama verso nord in direzione di Austria e Svizzera, mentre verso sud si apre una vista unica sull’Ortlers e sul Gran Zebru. Partenza e arrivo del Giro Lago di Resia si trovano esattamente in corrispondenza dello storico campanile di Curon. Ed ecco il campanile in mezzo al Lago. Molti visitatori si avvicinano, si meravigliano e si chiedono: perché? Cosa racconta questo campanile nel Lago di Resia? Il Lago di Resia, a Curon Venosta, in Alto Adige, è un luogo unico. Situato nelle vicinanze del Passo Resia, è il bacino d’acqua più grande della provincia di Bolzano nord-occidentale, ma è anche una meta ricca di storia, leggende e meraviglie della natura. Che incuriosiscono e affascinano ogni visitatore, in ogni stagione. In un luogo quasi fiabesco, la costruzione spicca solitaria poco lontana dalle rive, nello specchio d’acqua chiara del lago di Resia, lungo 6,6 chilometri e largo uno. Intorno, fanno da cornice le montagne della Vallelunga, una delle valli più selvagge e incontaminate dell’arco alpino, i comuni di Resia e Curon Venosta e i borghi Casone e Spin.

Eppure dietro tanta bellezza si nasconde un passato doloroso. La storia del Lago di Resia risale infatti agli anni Cinquanta, a quando, cinque anni dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, furono completati i lavori di una grande diga per la produzione dell’energia idroelettrica che unì due dei tre bacini naturali del Passo Resia: il Lago di Resia e di Curon, il mezzano. Il Lago di San Valentino alla Muta, più a sud, è rimasto invece nel suo stato originario. L’acqua inghiottì per sempre il vecchio paese di Curon Venosta e parte del comune di Resia, che oggi riposano a 22 metri di profondità. E gli abitanti furono costretti ad abbandonare tutto, case, masi, campi e strade, nonostante le proteste. Emigrarono poco lontano, costruendo la nuova Curon Venosta e una nuova vita. A ricordare il triste passato e i paesi sommersi, rimangono solo i ricordi degli anziani e, appunto, il campanile della Chiesa romanica di Santa Caterina d’Alessandria, risalente al 1357, l’unico sopravvissuto all’esplosione che demolì circa 160 edifici. La leggenda narra che, nelle notti d’inverno, quando il lago ghiaccia e il campanile si può addirittura raggiungere a piedi, si sentano ancora suonare le campane (che però furono rimosse il 18 luglio 1959, prima della creazione del bacino artificiale).
Per maggiori informazioni, tel 0473633127, Comune di Curon Venosta
Alessandra Pirri


