
“L’Amerigo Vespucci, in ogni nazione che arriverà, non arriverà solo la nave più bella del mondo, ma arriverà l’Italia.” Così fra l’altro il ministro della difesa Guido Crosetto, infatti, questa mattina verso le 07:00 (ora italiana) la nave scuola Amerigo Vespucci, nell’ambito del suo tour mondiale, con tantissima emozione e orgoglio, ha doppiato Capo Horn, l’eremo più meridionale del continente americano noto per essere uno dei passaggi sul globo più sfidanti per la navigazione. Capo Horn (Cabo de Hornos), è il luogo dove Oceano Pacifico e Atlantico si incontrano. La zona è affetta da continue perturbazioni create dalla vicinanza all’Antartide. Queste spingono enormi masse d’acqua verso lo Stretto di Drake, dove il fondale marino passa repentinamente da 4000 a 100 metri. Capo Horn e l’Antartide, quindi, creano un passaggio obbligato per vento e mare determinando condizioni meteorologiche uniche. Il passaggio, avvenuto per la prima volta negli oltre 90 anni di storia del Vespucci, è stato possibile grazie a un’attenta e meticolosa pianificazione della navigazione e valutazione delle condizioni meteomarine, quanto mai indispensabili per il successo della missione.
Doppiare Capo Horn è uno dei momenti cardine del tour mondiale, una nuova pagina di “arte della navigazione” e un nuovo obiettivo raggiunto nella lunga storia di nave Amerigo Vespucci. Il veliero prosegue nell’oceano Pacifico il suo viaggio. Il prossimo 28 aprile entrerà nel porto di Valparaiso in Cile.
Anche il presidente del Consiglio regionale della Lombardia Federico Romani dopo aver appreso la notizia del doppiaggio di Capo Horn ha voluto complimentarsi: “Complimenti all’equipaggio della nave scuola Amerigo Vespucci che questa mattina nell’ambito del suo tour Mondiale ha doppiato Capo Horn, il punto estremo a sud del continente americano noto per essere uno dei passaggi più insidiosi e difficili al mondo. A nome dell’istituzione regionale lombarda voglio rivolgere un pensiero di gratitudine anche alla Marina Militare e all’Istituto Superiore di Sanità per la missione e il progetto che stanno portando avanti in questi mesi finalizzato a raccogliere dati e informazioni sullo stato di salute degli oceani: è motivo di vanto e orgoglio contribuire in modo così determinante e incisivo negli studi e nella ricerca a tutela della salute ambientale, pronti a mettere a rischio l’incolumità personale per il bene della collettività internazionale. Possiamo ben dire che oggi l’Amerigo Vespucci ha scritto una pagina di storia di cui in nostro Paese può dirsi fiero”.
A bordo anche le due giovani ricercatrici dell’ISS Giorgia Mattei e Lorenza Notargiacomo, che nell’ambito del progetto “Sea Care” stanno raccogliendo campioni lungo le rotte sia della Vespucci che di altre unità navali della Marina Militare al fine di raccogliere dati sullo stato di salute degli oceani. L’obiettivo di Sea Care è l’analisi dei profili di contaminazione da sostanze chimiche e l`indagine dei rischi associati alla qualità dell’ambiente marino in relazione agli impatti antropici e ai cambiamenti climatici.


