Cortemilia sotto le nuvole, olio su tela. Sta facendo il giro dei social una foto scattata da un nostro collaboratore che ritrae il comune della provincia di Cuneo ripreso dall’alto e coperto da una nube bianca che avvolge il paesaggio. In alto uno splendido cielo azzurro e sullo sfondo le case di Castino, care a Cesare Pavese e narrate nei suoi romanzi. Chissà come lo scrittore di Santo Stefano Belbo avrebbe descritto questa immagine. E quali sarebbero stati gli aggettivi usati dal cantore delle Langhe piemontesi che dal 2014 sono patrimonio dell’Unesco. Quei luoghi che accompagnarono Cesare Pavese per tutta la vita e che furono fonte di ispirazione per i suoi immortali scritti. Come quella collina “grande come una pineta”, la suggestiva Gaminella, descritta da Pavese nel suo ultimo romanzo ‘Luna e i falò’. Dalla sua cima si ammirano i crinali, i ‘ciglioni’, la cascina della Mora, la palazzina del Nido e la collina del Salto. “Immagini primordiali mi si sono dischiuse in questi luoghi – diceva lo scrittore all’amica Fernanda Pivano descrivendo la cascina di San Sebastiano dove era nato -. Anzi in questo luogo, a un certo bivio dove c’è una gran casa, con un cancello rosso che stride, con un terrazzo dove ricadeva il verderame che si dava alla terra e io ne avevo sempre le ginocchia sporche”. L’Epifania tutte le feste porta via e anche a Cortemilia il tempo dei brindisi e dei cenoni sta giungendo a conclusione. Nel periodo natalizio l’Alta Langa ha registrato il ‘pienone’ di turisti italiani e stranieri provenienti in particolare da Svizzera, Islanda, Olanda, Francia e Inghilterra. Persone che hanno scelto di trascorrere le vacanze invernali tra le suggestive colline, le tradizioni, i sapori e i panorami incantati (come quello nella foto) della zona Cuneese.
Diego Mandarà


