La parola d’ordine “sulla scia del futuro” che accompagna la sessantaduesima edizione del Salone Nautico è quanto mai corrispondente a un presente che consolida i buoni risultati della scorsa edizione (quando ancora si doveva fare i conti con la pandemia): positivi i fatturati delle aziende, ordini in crescita, record nelle esportazioni.
Si sente nell’aria questo clima di euforia, complice il cielo azzurrissimo, una temperatura perfetta e le mille barche che indossano vele e gran pavesi.

Genova ha sfoggiato la sua veste migliore per l’inaugurazione aperta dall’alzabandiera, dall’inno nazionale e dal passaggio del cacciatorpediniere della Marina Militare, Caio Duilio.
All’importante rassegna c’è il tradizionale affollamento di autorità civili e militari, al Salone sono arrivati tre ministri e poi i vertici di Confindustria e dei Saloni Nautici.
Negli interventi due elementi di rilievo: il riconoscimento dei risultati eccellenti raggiunti in tutti i comparti della nautica e la sollecitazione a percorrere fino in fondo la strada della sostenibilità, il che significa ricercare e applicare le tecnologie migliori per non rovinare ulteriormente il mare e le aree costiere. Dunque non operazioni di marketing ma concreti interventi sugli scafi, sui materiali, sui motori, sui combustibili.
Una lunga coda si è formata dall’apertura delle biglietterie, chi non ha acquistato il biglietto online soffre per riuscire ad averlo. Oggi c’è un gran pubblico che arriva davvero da nord a sud.

Un suggerimento per chi ha deciso di venire da fuori città: abbandonate la macchina, treno e autobus sono la soluzione migliore.
Stasera tutti con gli occhi al cielo per i fuochi di artificio che illumineranno il centro di Genova.
Alessandra Rissotto



