La nuova edizione del DIG Festival è entrata nel vivo a Modena, dove fino al 28 settembre si svolge uno degli appuntamenti più rilevanti per il giornalismo investigativo in Europa. L’undicesima edizione, intitolata “Targets”, è un omaggio ai giornalisti e alle giornaliste colpiti per aver scelto di documentare ciò che altri vorrebbero tenere nascosto.
Il festival, organizzato dall’associazione culturale DIG – ETS, accoglie oltre 100 eventi in cinque giorni, con 113 speaker, più della metà donne. In programma: talk, workshop, proiezioni e incontri, molti dei quali in collaborazione con testate e organizzazioni.
Quest’anno il festival presenta anche una mostra d’arte con due “watchdog”, simbolo del giornalismo che vigila e resiste, realizzati dagli artisti Atak e DEM.
Un focus importante è dedicato all’odio online e alla violenza di genere nei media, con il talk “Odio digitale, violenza reale”.
DIG, acronimo di Documentari, Inchieste, Giornalismi, è nato nel 2015 con l’obiettivo di promuovere il giornalismo di qualità. Dal 2020 ha sede a Modena, dove il festival continua a crescere: l’ultima edizione ha superato 13.000 presenze, confermando il ruolo centrale di DIG nella formazione e nella promozione del giornalismo indipendente.
Foto dal profilo Facebook di DIG awards


