La trattativa tra Washington e Pechino per la vendita delle operazioni statunitensi di TikTok sembrava giunta a un passo dalla conclusione. Tuttavia, l’imposizione di nuovi dazi da parte dell’amministrazione americana avrebbe cambiato le carte in tavola, portando il governo cinese a frenare sull’intesa.
I dazi fanno saltare l’accordo
Secondo quanto emerso da fonti vicine alla presidenza statunitense, l’accordo avrebbe potuto ottenere il via libera in tempi molto rapidi, ma le tensioni commerciali esplose la scorsa settimana avrebbero incrinato la disponibilità di Pechino a procedere. Una mossa, quella cinese, interpretata da Washington come una risposta diretta all’inasprimento delle tariffe doganali.
L’ex presidente Donald Trump, che ha rivelato il retroscena durante una conversazione informale con i cronisti a bordo dell’Air Force One, ha evidenziato come la leva dei dazi si sia dimostrata ancora una volta determinante nei rapporti diplomatici con la Cina. Secondo la sua ricostruzione, sarebbe bastata una riduzione, anche minima, delle misure tariffarie per chiudere l’accordo nel giro di pochi minuti.
Il dossier TikTok, da tempo al centro di forti tensioni geopolitiche, resta dunque in stallo. E mentre il futuro dell’app in territorio americano continua a essere oggetto di discussione, emerge con forza il ruolo delle misure economiche come strumento di pressione politica tra le due potenze.


