Nella foto Luciano Fontana e Ugo Stille
Nuvoloni grigi e grossi temporali in vista per il Corriere della Sera, lo storico quotidiano di via Solferino che, ai tempi della direzione di Ugo Stille, ogni giorno vendeva in edicola 850mila copie. “Solo nelle province lombarde (Milano esclusa) – ricorda il ‘corrierista’ Giuseppe Gallizzi – l’edizione Lombardia vendeva 185mila copie“. Ora si punta sul digitale con programmi faraonici e si trascura, sbagliando, la carta stampata. Il piano editoriale, studiato dal direttore Luciano Fontana, verrà discusso presto in un’assemblea della redazione. Secondo quanto pubblica professionereporter.eu, il Corriere intende dedicare un maggior impegno collettivo alla versione online nella prima parte della giornata, penalizzando il cartaceo con il taglio di pagine per contenere il crescente costo della carta. La diminuzione della foliazione riguarderà tutto il giornale, i supplementi e i dorsi locali. Gli interventi partiranno con una riduzione media che va da 1 a 1,5 pagine. Le decisioni sull’impostazione della prima parte del giornale – dall’apertura fino all’economia – verranno prese di giorno in giorno.
Il settimanale ‘Buone Notizie’, come spiega il sito professionereporter.eu, sarà integrato al giornale con otto pagine il martedì. Lo stesso avverrà per ‘Il Corriere Salute’, con dieci pagine la domenica. Per ‘Vivi Milano’ si sta lavorando ad una revisione completa del prodotto: uscirà come supplemento (28 pagine) il mercoledì ma con formato e carta identici a quelli del quotidiano. Tagli di foliazione di 6/8 pagine potrebbero riguardare inoltre tutti gli altri inserti mensili e settimanali. Per i dorsi locali è prevista una riduzione media di 1,5 pagine. Aumenti sulla foliazione verranno applicati nelle occasioni speciali e se crescerà la quota della pubblicità.
L’assemblea di redazione si annuncia infuocata. Sono molti infatti i redattori a non condividere il progetto e, soprattutto, a non accettare i tagli degli inserti e la riduzione delle pagine nei dorsi locali. I dubbi dei giornalisti del Corriere – secondo la Voce dei Giornalisti – sono legittimi. I problemi dei giornali quotidiani non si risolvono certamente con l’incremento dell’online, anche per le casse aziendali. Il digitale porta poca pubblicità e scarsi introiti. La vendita di un quotidiano invece è remunerativa (1,50 euro a copia) e serve da sempre a consolidare i bilanci.


