Sostegno alle agenzie di stampa nel decreto ‘Milleproroghe’. Una nota del Movimento Liberi Giornalisti

Tra i vari emendamenti inseriti nel decreto ‘Milleproroghe’ merita particolare attenzione il nuovo provvedimento del Governo che ha prorogato fino al 30 giugno 2023 il termine legislativo relativo alla scadenza dei contratti in essere stipulati dalla presidenza del Consiglio dei ministri con le Agenzie di stampa per l’acquisto di servizi giornalistici e informativi. “Condividiamo l’iniziativa del Governo – ha detto Giuseppe Gallizzi, leader del Movimento Liberi Giornalisti – che finalmente dedica maggiore attenzione all’editoria. Le agenzie di stampa sono da sempre una fonte importante per il giornalismo. Da tempo ciò non avveniva, in quanto molti dei precedenti Governi mostravano disinteresse (forse per scarsa conoscenza o per una politica assurda) nell’affrontare i molti problemi di un settore vitale per l’informazione. Auspichiamo che questo interessamento prosegua in futuro anche a supporto dei quotidiani, delle riviste e di tutta l’editoria cartacea“. Il Dipartimento per l’editoria – si legge in una nota – svolgerà un ruolo di committenza per conto delle varie amministrazioni. Viene, inoltre, istituito un Comitato di massimo 5 componenti (scelti tra i magistrati ordinari o amministrativi, i professori universitari di ruolo in materie economiche e giuridiche, gli avvocati con almeno 10 anni di esercizio professionale e i giornalisti professionisti di comprovata competenza ed esperienza professionale) per individuare le modalità per la classificazione della rilevanza nazionale delle Agenzie di stampa. Secondo le anticipazioni del sottosegretario all’Editoria, il giornalista professionista Alberto Barachini, iscritto all’Odg Lombardia, già redattore di Mediaset, a metà del 2023 si conosceranno i criteri del Comitato per i nuovi contratti che partiranno dal 1° gennaio 2024 e avranno una durata triennale. Con l’intento di dare risorse stabili a chi fa un lavoro importantissimo per l’informazione del Paese.

Nella foto Alberto Barachini e Giuseppe Gallizzi