La Repubblica oggi, sabato 29 ottobre 2022, non è in edicola. I giornalisti hanno indetto uno sciopero che è iniziato ieri sera e durerà fino alle 19 di oggi. Anche il sito internet nel corso della giornata non verrà aggiornato. I colleghi si astengono dal lavoro per protestare contro il direttore Maurizio Molinari. L’assemblea dei giornalisti in un comunicato si è detta «incredula e indignata» per le sue dichiarazioni «che costituiscono una grave offesa all’intero corpo redazionale, di cui vengono sminuiti l’impegno e la professionalità».
Il riferimento è ad un’intervista rilasciata da Maurizio Molinari a «Prima Comunicazione» in cui il direttore ha annunciato in che modo intende recuperare i lettori persi. «Viene raccontato un sommario piano di riorganizzazione editoriale, senza che sia mai stato presentato, nei suoi dettagli e nelle sue implicazioni, prima al Cdr e poi alla redazione, come invece le corrette procedure sindacali imporrebbero – spiegano i giornalisti di Repubblica -. La richiesta al direttore di esporre in assemblea il suo Piano perché venga poi votato, che ribadiamo, è stata dunque ignorata».
«La richiesta della redazione al direttore e all’editore di dare risposte immediate ai gravi problemi del momento, a partire dal calo di vendite in edicola, è stata ignorata – si legge ancora nel comunicato -. Questioni cruciali, come il nuovo modello di integrazione tra edizione cartacea e sito, come l’influenza dei trend d’interesse osservati in Rete sulle scelte editoriali, sono presentate in termini non convincenti. La loro esposizione, peraltro con modalità scorrette e irrituali, non risponde ai dubbi e alle inquietudini della redazione di Repubblica».
L’assemblea dei giornalisti di Repubblica si è infine opposta al trasferimento da Roma a Milano della redazione di Affari&Finanza. Per questo ha indetto anche una giornata immediata di sciopero che investirà l’intero corpo redazionale e tutte le piattaforme informative, secondo le modalità decise dal Comitato di redazione. I giornalisti di Repubblica non firmeranno i loro contenuti editoriali di qualsiasi tipo e su qualsiasi piattaforma informativa «fino a quando non riceveranno risposte concrete e convincenti, in assemblea e nelle sole sedi deputate al confronto».


