Sanremo 2026, pagelle live della prima serata: i voti ai 30 brani in gara

I voti e i commenti della redazione de La Voce dei Giornalisti canzone per canzone

Sanremo 2026, pagelle live della prima serata: i voti ai 30 brani in gara

Inizia la diretta della prima serata della 76esima edizione del Festival di Sanremo 2026 con la dedica a Pippo Baudo, sul palco arriva Olly, vincitore della scorsa edizione che interpreta “Balorda Nostalgia”.

Sul palco dell’Ariston oggi si esibiranno tutti i Big in gara e voterà solo la Giuria della Sala Stampa, Tv e Web.

Di seguito i voti della redazione de La Voce dei Giornalisti canzone per canzone.

Pagelle Sanremo live

01 – Ditonellapiaga – “Che fastidio!” 6.5

Che fastidio! racconta in salsa elettro pop un disagio in crescendo nei confronti del mondo circostante. Si balla e si battono a tempo le mani, come con Chimica, ma ricorda più Ciao Ciao de La Rappresentante di Lista, con una maggiore propensione agli elenchi.

02 – Michele Bravi – “Prima o poi” 5+

Elegante e impeccabile con una ballad su un amore perduto: “Dovresti vergognarti, che dopo anni non la smetti di mancarmi“. Sanremese al punto giusto, ma scivola via.

03 – Sayf – “Tu mi piaci tanto” 7+

Una cartolina d’amore a tinte tricolori o meglio color Terra dei cachi. Nella strofa riecheggia un sottotesto: Io non mi sento italiano, ma per fortuna o purtroppo lo sono. Audace.

04 – Mara Sattei – “Le cose che non sai di me” 5.5

La voce tua nei giorni tristi guarisce il mio disordine“, un tocco di La cura per me in questa canzone d’amore, questa volta ricambiato. Vocalmente ineccepibile, niente più.

05 – Dargen D’Amico – “Ai Ai” 6+

Testo ironico sui mal di pancia di un Belpaese “Artificiale”, stivale da diva che fa il bagno nell’olio d’oliva.

06 – Arisa – “Magica favola” 6

Arisa traccia una linea su ciò che resta quando ci si accorge di quello che non c’è più. Retrospettiva lirica.

07 – Luchè – “Labirinto” 5

Prima quota rap deludente: classico testo con “cadute” e “risalite” che richiama a un noi sempre ego-riferito, come da tradizione nel genere. Non spacca.

08 – Tommaso Paradiso – “I Romantici” 6-

Un pianoforte in tasca, il cuore appeso alla giacca e special che non incalza. Tommaso sai essere molto più romantico di così, ci hai abituato a ben altro.

09 – Elettra Lamborghini – “Voilà” 5+

Omaggio a Raffaella Carrà in una strofa che fa pregustare afa, sabbia nelle scarpe e un’insopportabile cassa a tutto volume di un lido estivo. Fuori stagione ma miglior canzone sanremese di Elettra Lamborghini per distacco.

10 – Patty Pravo – “Opera” 6+

Santi, poeti, navigatori, filosofi del niente messi in riga da una Musa della musica. Evocativo ma evanescente.

11 – Samurai Jay – “Ossessione” 5

Bingo per i balletti su TikTok. Sul palco Samurai Jay si sa muovere e per gli amanti del genere sarà sicuramente una hit. Per noi è trita e ritrita: bailando contigo asì non importa la canzon, conta solo il reggaeton.

12 – Raf – “Ora e per sempre” 5.5

Bingo per i reel con dedica su Facebook. Una canzone d’amore che non sarà memorabile

13 – J-Ax – “Italia Starter Pack” 6.5

Country all’italiana, un violino che è un eco verdeggiante di un folk irlandese. Ti passo la canna del gas è l’immagine più riuscita del brano che nel messaggio è un già sentito dal repertorio del cantante milanese.

14 – Fulminacci – “Stupida sfortuna” 7

Malinconia urbana con troppa notte e poca luna: passeggi solo, scansi le pozzanghere, prendi a calci un sasso e canticchi “Stupida sfortuna”. Evoca.

15 – Levante – “Sei tu” 6+

Un’altra ballad ma questa volta il testo non è scontato: da secondo ascolto.

16 – Fedez e Marco Masini – “Male necessario” 6.5

Il pubblico apprezza, le due voci si incastrano, gli special rap si inseriscono bene tra le strofe. Autoreferenziale al punto giusto, testo non memorabile ma non stona per niente.

17 – Ermal Meta “Stella, stellina” 6

Ritmo e sonorità scanzonate in contrasto con un testo che parla di infanzia strappata e guerra: operazione che non è riuscitissima.

18 – Serena Brancale – “Qui con me” 7+

Una lettera struggente dedicata alla madre cantata in maniera impeccabile, da star internazionale (Alicia Keys è l’accostamento che ci sovviene). È la favorita della vigilia, sicuramente un pezzo da cinquina finale.

19 – Nayt – “Prima che” 6+

Quota rap che convince, anche per arrangiamento. Il ritornello resta, anche se il testo non è originalissimo.

20 – Malika Ayane – “Animali notturni” 6+

Sonorità funky, un testo senza pretese ma tutto sommato è orecchiabile.

21 – Eddie Brock – “Avvoltoi” 4

Interpretazione non memorabile, forse anche meno il brano.

22 – Sal Da Vinci – “Per sempre sì” 6-

Il pubblico lo accoglie intonando Rossetto e caffè. Canta, benissimo, la colonna sonora dei prossimi matrimoni di mezza Penisola. Shot on target.

23 – Enrico Nigiotti – “Ogni volta che non so volare” 5.5

Il tempo vola l’ho già detto” come si è già sentito che “c’è bisogno di dolore per un po’ di felicità”. Canzone sul tempo che passa cade su alcuni cliché.

24 – Tredici Pietro – “Uomo che cade” 6

Problema tecnico all’inizio, il rapper tira fuori un brano che in questo Festival non sfigura. Scommettiamo in buon riscontro da parte del pubblico.

25 – Chiello – “Ti penso sempre” 6-

Il brano più alternative, fino a questo momento, che ammicca al pop un po’ troppo, rischiando di diventare un po’ impalpabile.

26 – Bambole di Pezza – “Resta con me” 5.5

Ci si aspettava un po’ rock, è arrivato un brano con un testo consolatorio che è tutt’altro.

27 – Maria Antonietta e Colombre – “La felicità e basta” 6.5

Elettro-indie pop che sull’Ariston ci sta proprio bene. Il brano è scanzonato, per niente banale e il ritornello resta.

28 – Leo Gassmann – “Naturale” 5

Un brano meno memorabile di Terzo Cuore.

29 – Francesco Renga – “Il meglio di me” 5

All’Ariston il meglio di sé lo ha già dato tempo fa. Non sorprende.

30 – LDA e AKA 7even – “Poesie clandestine” 5

Premio balletti TikTok a mani basse: costruito ad hoc per un pubblico molto giovane e niente più.

Top 5 Giuria della Sala Stampa, Tv e Web: Arisa, Fulminacci, Serena Brancale, Ditonellapiaga, Fedez e Masini

Migliore performance per La Voce dei Giornalisti: Serena Brancale – Qui con me
Outsider La Voce dei Giornalisti: Sayf – “Tu mi piaci tanto”
Delusione
La Voce dei Giornalisti: Tommaso Paradiso – “I Romantici”
Più radiofonica La Voce dei Giornalisti: Maria Antonietta e Colombre – “La felicità e basta”.
Cinquina
de La Voce dei Giornalisti: 1. Serena Brancale 2. Fulminacci 3. Sayf 4. Maria Antonietta e Colombre 5. Fedez e Marco Masini