Roma, al Centrale Prenestre Caterina Marino protagonista dello spettacolo ‘Still Alive’, per raccontare la depressione

L’arte teatrale per raccontare la depressione, un male subdolo che ghermisce l’animo e la mente se non si ha la forza di affrontarlo a viso aperto. Questo è il messaggio che passa attraverso “Still alive“, spettacolo che torna a Roma il 16 dicembre al teatro Centrale Preneste alle ore 21. Ne è autrice Caterina Marino, una giovane e bella regista che ha fatto della drammaturgia e della regia la sua professione. L’abbiamo incontrata a Roma, durante le prove per farci raccontare lo spettacolo e le sue esperienze.
Il nostro, purtroppo, è un lavoro precario per eccellenza che ha sofferto, negli ultimi anni, e tuttora soffre, perché  sono progressivamente venute meno le tutele di cui avrebbe bisogno e che ora stiamo cercando, con fatica, di riottenere”.

– Ha pensato qualche volta di abbandonare questa strada? 
“Vivo in un conflitto continuo, penso che sia giusto non accantonare la passione ma, al tempo stesso ritengo scorretto farsi sfruttare“.
Chi andrà a teatro , scoprirà che Still alive non è solo un lavoro autobiografico perché il malessere di Caterina, è lo stesso denunciato da una generazione che non riesce ad immaginare il proprio futuro, che non vede prospettive, che non sa immaginarsi in un ruolo, in una collocazione.

Questo stato è, per me, la manifestazione concreta della depressione, della difficoltà del vivere. Quella che pittori come Munch o Van Gogh hanno rappresentato con tanta sofferenza in alcuni loro dipinti”.

Caterina Marino

 Ma c’è  una speranza?
La risposta sta nel comprendere il messaggio di  Still Alive  perché lì cerco di far emergere quella luce che, dopo una lunga discesa nell’abisso, si comincia a intravedere nel momento della risalita. E tutto questo è possibile finché  siamo qui, come dice il titolo tradotto in italiano , ”ancora vivi”.

La depressione ma non solo, Caterina Marino, da tempo, privilegia, nei suoi lavori, la denuncia delle condizioni drammatiche in cui si trovano le bambine afgane costrette a travestirsi da maschio per sopravvivere oppure il distorto legame che si instaura col cibo nei casi di bulimia e anoressia. Still Alive,  che ha una scenografia minimale, qualche proiezione di video e la presenza di un collaboratore, interpretato da Lorenzo Bruno, ha vinto  la Segnalazione Speciale del Premio Scenario 2021. L’ingresso è gratuito.

Alessandra Rissotto